Bpco: avere un cane migliora la qualità della vita

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 01/10/2019 Aggiornato il 01/10/2019

Occuparsi di un cane fa bene all’umore, ma soprattutto aiuta a svolgere la necessaria attività fisica per i malati di Bpco

Bpco: avere un cane migliora la qualità della vita

Secondo una recente indagine Censis in Italia vivono 53,1 animali da compagnia ogni 100 abitanti, e nel 52% delle abitazioni italiane è presente almeno un animale domestico. In particolare, gli italiani possiedono 7 milioni di cani. Vivere con un cane è quindi un’esperienza molto frequente, ma non ci sono molti dati sugli effetti che questo può avere sulla salute dell’uomo, soprattutto in caso di Bpco.

La Broncopneumopatia cronica ostruttiva

È una malattia cronica invalidante che spesso riduce di molto la vita sociale e porta a stati depressivi, ma può trarre beneficio dalla presenza di un animale da compagnia. Lo ha verificato un’indagine condotta da Doxapharma per conto di Boehringer-Ingelheim. Sono state selezionati due gruppi di pazienti affetti da Bpco di grado moderato (100 possessori di cane e 100 no), omogenei per età, sesso, scolarità, composizione del nucleo familiare, situazione lavorativa, zona e ampiezza del comune di residenza. Tutti dovevano avere un punteggio > 10 al questionario COPD Assessment Test (CAT), uno strumento suggerito dalle Linee guida internazionali per ottenere una valutazione completa dei sintomi della Bpco e del loro impatto sulla vita quotidiana.

Possedere un cane fa bene alla salute

Il fatto di possedere un cane è riconosciuto come un fattore che influenza positivamente il benessere soggettivo: il 70% degli intervistati ha riferito, infatti, ricadute positive sulle esperienze emotive, il 62% sulla salute fisica e il 39% su quella mentale. La maggior parte degli intervistati si occupa quotidianamente della gestione dell’animale, dal cibo (91%), alle passeggiate (67%), al gioco (58%). Per molti pazienti il cane rappresenta una motivazione a uscire di casa (66%), a organizzare le proprie attività quotidiane (38%), a rimanere in forma (35%) e ad assumere i farmaci (27%) per stare bene e poter prendersi cura dell’animale. Inoltre, la maggior parte degli intervistati (91%) riferisce che il cane aumenta le possibilità di entrare in relazione con altre persone. I risultati dell’indagine hanno evidenziato come non ci fossero differenze tra i due gruppi per quanto riguarda il numero di farmaci assunti per la Bpco, né per l’impatto dei sintomi sulla vita quotidiana (CAT). Tuttavia, l’analisi dei dati ha mostrato come chi possiede un cane, rispetto a chi non lo possiede, abbia una minore probabilità (-25%) di avere più riacutizzazioni durante l’anno e una maggiore probabilità (più del doppio) di svolgere un’attività fisica regolare.

 

 
 
 

Il parere dell’esperto

Secondo la dottoressa Ilaria Baiardini, psicologa che collabora con l’università di Genova, in pazienti che convivono con i limiti imposti loro dalla presenza di una patologia cronica, il cane diventa un fattore che influenza la motivazione e abitudini alle quali probabilmente si tenderebbe a rinunciare: si tende ad essere più attivi e a prendersi cura di se stessi proprio grazie al cane.

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