Bpco e Covid-19: facciamo chiarezza!

Patrizia Masini A cura di Patrizia Masini Pubblicato il 27/11/2020 Aggiornato il 27/11/2020

Chi è affetto da Bpco e altre malattie respiratorie ha ancora più paura in questo periodo. Ecco i consigli degli esperti e se non bastassero… anche webinar gratuiti per chiarire tutti i dubbi

Bpco e Covid-19: facciamo chiarezza!

“Ho la Bpco, sono più a rischio di contrarre il Covid?” – “Come faccio a distinguere tra i sintomi della Bpco e quelli del Coronavirus?” – “Devo vaccinarmi contro l’influenza?” – “Posso svolgere attività motoria in questo periodo?”: sono solo alcuni dei quesiti più ricorrenti tra i pazienti affetti da Bpco che in Italia, secondo gli ultimi studi, sono quasi 2 milioni, il 3,01% della popolazione.

Ancora più dubbi dopo la seconda ondata

La seconda ondata del Covid-19 ha fatto riaffiorare dubbi e paure nei pazienti affetti da patologie respiratorie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), sia per il timore di essere più a rischio di contrarre l’infezione e che questa possa evolvere in un’insufficienza respiratoria grave, sia per l’impatto delle nuove misure restrittive sugli aspetti concreti legati alla gestione quotidiana della malattia, dalle visite, alle terapie, alla possibilità di svolgere attività fisica.

#UnEspertoPerte

Con l’obiettivo di rassicurare i pazienti, ma anche di fare chiarezza e fornire consigli utili su come gestire la Bpco e altre patologie respiratorie in questa nuova fase dell’epidemia, riparte la campagna #UnEspertoPerte. Si tratta di una campagna educazionale e anche due nuovi appuntamenti in diretta Facebook con altrettanti professionisti pronti a rispondere alle domande dei pazienti, intervistati dai conduttori televisivi Marco Maisano e Adriana Volpe.

La campagna educazionale è realizzata con l’egida scientifica di SIP (Società Italiana di Pneumologia) e SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica), con il supporto di FederAsma e allergie e dell’Associazione Italiana Pazienti Bpco Onlus, e con il contributo incondizionato di Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi, azienda impegnata nella ricerca scientifica, principalmente nell’area delle malattie respiratorie.

La Bpco non aumenta il rischio di ammalarsi ma…

“Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, la Bpco non aumenta il rischio di contrarre l’infezione da Coronavirus. Tuttavia, i pazienti, se ospedalizzati per Covid-19, possono avere una prognosi peggiore a causa della limitata riserva respiratoria. In Italia, ad oggi, nel 17,2% dei soggetti deceduti per Coronavirus si è riscontrata la BPCO quale patologia cronica sottostante, dato da non trascurare, insieme a cardiopatie, ipertensione o diabete – spiega Andrea Bianco, Professore Ordinario di Malattie Respiratorie all’Università della Campania “Vanvitelli” – Ospedale Monaldi Napoli. È importante che i pazienti con Bpco, soprattutto quelli più fragili, si proteggano con dispositivi di protezione individuale e distanziamento, e si sottopongano alla vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococcica, riducendo così il rischio di riacutizzazioni, in molti casi dovute proprio ai virus”.

Attenzione alla tosse secca

“Covid e riacutizzazione di Bpco possono avere talora sintomi simili, tuttavia mentre la febbre è un elemento costante nell’infezione da Coronavirus, non è necessariamente presente nell’esacerbazione di Bpco. Inoltre, quest’ultima è più comunemente caratterizzata da tosse produttiva (con secrezioni), al contrario, il paziente con polmonite interstiziale da Covid-19 manifesta tipicamente una tosse secca” – dichiara Andrea Vianello, Direttore UOC di Fisiopatologia Respiratoria, Azienda Ospedaliera di Padova.

Non interrompere mai la terapia e muoversi

“Per le persone affette da Bpco, è fondamentale non interrompere la terapia inalatoria in corso, per scongiurare il rischio di un aggravamento della malattia di base. Altro aspetto critico è rappresentato dall’attività fisica, che è stata senza dubbio penalizzata in questi mesi, con conseguenze molto negative sulla qualità di vita dei pazienti. Il peggioramento della performance fisica – che noi esperti chiamiamo decondizionamento – si manifesta con un aumento della dispnea (la sensazione di fiato corto), che a sua volta induce a limitare il movimento, mantenendo un circolo vizioso che non raramente si conclude con un’esacerbazione di malattia e la necessità di ricovero”.

3 consigli in sintesi

In sintesi, i comportamenti utili per ridurre il rischio di contagio da Coronavirus e a prevenire le complicanze della BPCO sono questi, come suggerito dagli esperti mondiali di Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease:

  1. Seguire le norme di sicurezza (mascherina e lavaggio delle mani) e di distanziamento.
  2. Mantenere la terapia inalatoria in corso.
  3. Praticare una regolare attività fisica, anche in casa, avvalendosi del supporto di app e tutorial consigliati dal medico.
  4. Sottoporsi alle vaccinazioni antinfluenzale e anti-pneumococcica per proteggersi dalle più comuni infezioni respiratorie.
 

Da sapere

Tutte le informazioni sugli appuntamenti live e sulle modalità di interazione con gli esperti sono disponibili sulla pagina Facebook e sul sito web dell’iniziativa www.unespertoperte.it

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Vaccino anti-CoVid-19: non è vero che ostacola la fertilità. Anzi.

21/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professor Matteo Bassetti

Non ci sono dati che autorizzino a sostenere che la vaccinazione contro l'infezione da Sars-CoV-2 interferisca sulla fertilità.   »

Fontanella anteriore chiusa in una bimba di 4 mesi: è preoccupante?

20/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

Se l'accrescimento della circonferenza cranica è regolare e se lo sviluppo neuropsicologico è adeguato all'età, la chiusura precoce della fontanella non deve destare alcuna preoccupazione.   »

Come togliere il seno a un bimbo di 18 mesi (difficile da gestire)?

15/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Banale eppure risolutivo: per smettere di allattare, quando diventa un peso insostenibile, basta non offrire più il seno e passare alla tazza.   »

Bimbo di 4 mesi con fossette nella piega interglutea: c’è da preoccuparsi?

12/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

E' davvero raro che una piccola anomalia in prossimità dell'ano che vari specialisti hanno considerao priva di significato dal punto di vista medico possa essere la spia di spina bifida.   »

Bimbo con dolore forte al lato sinistro dell’addome

05/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Annamaria Staiano

La causa più frequente di un dolore intenso nella parte alta e sinistra dell'addome è quella che i pediatri americani definiscono "stitichezza occulta".  »

Camera gestazionale piccola: c’è da preoccuparsi?

16/08/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se le dimensioni dell'embrione sono giuste per l'epoca, possono non essere significative quelle della camera gestazionale.  »

Fai la tua domanda agli specialisti