Caffè antidolorifico: due tazzine al giorno aumentano la soglia del dolore

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 04/12/2018 Aggiornato il 04/12/2018

Bere caffè o altre bevande che contengono caffeina aiuta a sopportare meglio il dolore. Confermato il potere antidolorifico del caffè

Caffè antidolorifico: due tazzine al giorno aumentano la soglia del dolore

Buone notizie per chi ama il caffè: berlo aumenta la soglia del dolore. Lo rivela uno studio condotto dallo psicologo Burel Goodin, della University of Alabama a Birmingham e pubblicato sulla rivista Psychopharmacology, confermando il caffè antidolorifico.

Potere della caffeina

L’esperto ha coinvolto 62 individui e stimato per l’intero campione un consumo medio di caffeina di 170 milligrammi al giorno, pari a circa due tazzine di caffè, sebbene il 15% dei partecipanti consumasse oltre 400 milligrammi al giorno di caffeina. I volontari sono stati stimolati sull’avambraccio con applicazione di calore e pressione a intensità crescenti e decrescenti ed è stato chiesto loro di dire quando il dolore diveniva insopportabile e quando invece tornava a essere tollerabile.

Altri fattori in gioco

Al termine della ricerca i risultati hanno permesso di affermare che, pur tenendo conto di altri fattori che possono influenzare la soglia del dolore (per esempio sesso, consumo di alcolici e fumo), la capacità di sopportazione individuale cresce di pari passo con l’aumento del consumo giornaliero di caffeina, confermando il caffè antidolorifico.

Espresso o americano

Per quanto riguarda la tipologia di caffè, l’espresso, estratto con una forte pressione su una macinatura molto fine, è più corposo del caffè americano, ed è per questo che, a parità di volume, ha una maggiore quantità di caffeina. Tuttavia, se è vero che l’espresso contiene molta più caffeina dell’americano, un espresso contiene, appunto, un’oncia (ossia circa 28 grammi, e quindi la caffeina totale è 30/50mg) mentre un caffè americano si aggira spesso sulle 8 once (quasi 250ml, due tazze da cappuccino) e la caffeina totale lievita a 64/120 mg.

 
 
 

Lo sapevi che?

L’arabica ha un gusto aromatico e dolce perché ha più zuccheri e un minor contenuto di caffeina rispetto alla  robusta, che risulta più corposa, meno delicata e più astringente. 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti