A cura di “La Redazione”Pubblicato il 22/12/2017Aggiornato il 22/12/2017
C’è un test che può evidenziare la mutazione genetica che può essere alla base di un cancro al seno o alle ovaie. È lo stesso effettuato da Angelina Jolie
La diagnosi precoce rimane a tutt’oggi una delle armi più potenti nei confronti del cancro. I controlli, come la mammografia e l’ecografia alle mammelle, così come l’autopalpazione, sono di grande aiuto per scoprire il prima possibile la presenza di un cancro al seno; esiste, però, anche un test che può predirlo ancora prima che si sia formata la prima cellula cancerogena.
Un mix di ereditarietà e casualità
Il cancro è una malattia dovuta alla crescita di cellule anomale che tendono a eliminare le cellule sane, fino a causare la distruzione dell’organo o del tessuto in cui si sviluppano. All’origine c’è un’alterazione del Dna (acido desossiribonucleico), la proteina che contiene i geni umani, piccolissime strutture che trasmettono tutte le informazioni utili allo sviluppo e alla sopravvivenza delle cellule dell’organismo. Le mutazioni del Dna possono essere conseguenza della trasmissione ereditaria di geni alterati oppure possono essere indotte da fattori esterni, per esempio fumo di sigaretta, alcuni tipi di virus (il papilloma, per esempio), inquinamento ambientale, alimentazione ad alto contenuto di cibi grassi e raffinati. Per quanto riguarda le mutazioni genetiche ereditarie che causano il cancro al seno e alle ovaie, tra i geni noti che spesso ne sono responsabili ci sono il Brca 1 e 2. Un test specifico che si esegue mediante un prelievo di sangue evidenzia la presenza dei geni alterati.
Chi dovrebbe fare il test
Dovrebbero eseguire il test tutte le donne colpite da alcune particolari forme di tumore ovarico o da carcinoma della mammella, in quanto sapere l’origine della malattia serve a orientare la terapia. Anche chi ha forte famigliarità per questi tumori dovrebbe sottoporsi al test perché conoscere il rischio suggerisce di sottoporsi ai controlli con maggiore frequenza e puntualità o di compiere eventualmente scelte estremamente drastiche, come nel caso di Angelina Jolie che si è sottoposta all’asportazione di mammelle, delle ovaie e delle tube. In Italia, non di rado si disattende invece l’indicazione: il test sulle mutazioni genetiche viene infatti prescritto solo a una donna su tre tra quelle che dovrebbero eseguirlo.
Da sapere!
Il test si può eseguire in vari laboratori italiani, anche convenzionati con il Servizio sanitario nazionale: lo stesso medico di famiglia può indicare a chi rivolgersi per effettuarlo, anche se in genere la prescrizione viene fatta da un genetista.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »