Cancro al seno: un legame con le protesi?

Alberta Mascherpa Pubblicato il Aggiornato il 06/12/2018

Si rafforzano i dati su un possibile legame tra una rara forma di cancro al seno e le protesi inserite durante l’intervento per aumentare e rimodellare il décolleté. Ecco perché

L’impianto delle protesi potrebbe aumentare il rischio di cancro al seno. È la Food and Drug Administration (Fda), l’ente di controllo statunitense, a tornare sulla questione a sei anni di distanza dall’avvertimento lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Una vecchia questione

L’agenzia regolatoria Usa già nel 2011 aveva parlato di un possibile collegamento tra cancro al seno e protesi impiantate e ora ha rafforzato la sua posizione al riguardo. La Fda cita i dati di 359 donne, di cui nove morte, che dopo l’impianto di protesi mammarie hanno sviluppato un tumore del sangue, una rara forma di linfoma non-Hodgkin, il linfoma anaplastico a grandi cellule (Alcl). L’anno scorso era stata l’autorità regolatoria francese a intervenire sul nesso tra le protesi e questa malattia, ordinando ai produttori di dimostrarne la sicurezza oppure di considerare un possibile divieto.

Analisi a tutto campo

In Gran Bretagna la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency sta analizzando i report francesi e americani. Il caso francese si può considerare, comunque, uno dei più significativi. Secondo un rapporto dell’Istituto nazionale dei tumori francese, infatti, una forma rara di tumore sarebbe fino a 200 volte più comune fra le donne che hanno ricevuto un impianto al seno. L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari (ANSM) ha confermato che sono stati identificati tra le donne che portano delle protesi al seno tra il 2011 e il giugno 2016, ventinove casi di una rara forma di cancro, il linfoma anaplastico a grandi cellule (ALCL).

Controlli tutti gli anni

Un gruppo di esperti istituito dal National Cancer Institute (INCA) ha concluso che esiste un chiaro legame tra l’insorgenza del cancro al seno e l’uso di una protesi mammaria. Lo studio, inoltre, ritiene che la malattia assume un decorso lento e può essere controllata con la rimozione chirurgica della protesi e della capsula circostante. A tutte le donne che hanno protesi mammarie si raccomanda di effettuare regolarmente un controllo annuale con ecografia mammaria. Gli esperti raccomandano poi particolare attenzione all’eventuale comparsa di un sacco pieno di liquido nei pressi di un seno impiantato da sei o più mesi: in questo caso è necessario approntare subito una valutazione diagnostica completa per il linfoma anaplastico a grandi cellule.

 

 
 
 

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