Celiaci in aumento in Italia: gli interventi dei nuovi Lea

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/02/2017 Aggiornato il 13/02/2017

In Italia i celiaci sono triplicati in 8 anni e aumentati di 11.000 casi in soli 2 anni. Che cosa prevedono i Lea, i Livelli essenziali di assistenza appena approvati

Celiaci in aumento in Italia: gli interventi dei nuovi Lea

Secondo la Relazione annuale del ministero della Salute, tenutasi in Parlamento, i celiaci in Italia sono passati da 64.398 nel 2007 a 182.858 nel 2015:  sono quasi triplicati in 8 anni e aumentati di 11.000 unità in soli 2 anni.

Le Regioni più colpite

Dal quadro della Relazione è emerso che la maggioranza degli italiani affetti da celiachia si registra in Lombardia con il 17,7% (32.408 celiaci), seguita dalla Campania e dal Lazio con il 9,7% (17.777 celiaci).

I nuovi Lea

In seguito ai dati riportati, sono stati aggiornati i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) con lo scopo di incentivare tutele e cure e rendere omogenei i servizi a livello regionale, senza allontanare i cittadini dalla propria sede di residenza. L’aggiornamento dei Lea prevede che la celiachia sia spostata dalla lista delle malattie rare a quello delle malattie croniche invalidanti: in questo modo le persone celiache potranno usufruire di ogni prestazione sanitaria relativa al monitoraggio, alle complicanze e alla prevenzione contro gli aggravamenti della patologia.

I prodotti in commercio

Inoltre, il mercato oggi offre ai celiaci un ventaglio di scelta sempre più ampio per quanto riguarda gli alimenti senza glutine, un servizio di ristorazione dedicato, che garantisce loro un pasto privo di glutine anche quando si è fuori casa, e una normativa nazionale che promuove la prevenzione e la diagnosi precoce  della malattia. I nuovi Lea sono inoltre a favore di un’alimentazione sana ed equilibrata che, unita a un’esatta diagnosi, può eliminare i sintomi della celiachia.

 

 

 

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

La celiachia colpisce l’1% della popolazione mondiale, soprattutto donne.

 

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