Clamidia aumenta rischi di tumore ovarico

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 20/06/2018 Aggiornato il 01/08/2018

Le donne che hanno contratto la clamidia corrono il doppio dei pericoli di sviluppare un tumore alle ovaie. Ecco perché

Clamidia aumenta rischi di tumore ovarico

La clamidia è la malattia a trasmissione sessuale più frequente nelle donne e ora sembra essere anche molto più pericolosa di quanto si pensasse. Causata da un batterio, sembra, infatti, aumentare in modo significativo il rischio di carcinoma ovarico. È quanto indicato da una ricerca della Division of Cancer Epidemiology and Genetics al National Cancer Institute statunitense.

Infezioni & tumori

Per indagare sul possibile legame tra clamidia e carcinoma ovarico, sono state analizzate le associazioni tra rischio di tumore e la presenza di anticorpi contro diversi agenti infettivi, tra cui la Chlamydia, in due grandi database sul tumore ovarico: uno studio caso-controllo condotto in Polonia, su 279 donne affette dal tumore ovarico e 556 sane, e uno studio caso-controllo americano su 160 donne colpite dal tumore e 160 sane abbinate. In entrambe le indagini, le analisi del sangue hanno rivelato che le pazienti con una storia di clamidia avevano probabilità doppie di contrarre cancro delle ovaie. Precedenti infezioni da papillomavirus (responsabile invece del tumore al collo dell’utero), epatite e herpes non hanno invece evidenziato alcune pericolo aggiuntivo.

Diagnosi ancora difficile e tardiva

Il cancro alle ovaie viene in genere diagnosticato in una fase avanzata e quindi ha spesso una prognosi infausta. Eppure e si potrebbe fare molto in termini di prevenzione del carcinoma ovarico se venisse effettuato uno screening di routine degli agenti infettivi, come la clamidia, peraltro spesso asintomatica.

.

 

Da sapere!

Dal 10 al 40% delle donne con infezione non trattata sviluppano la malattia infiammatoria pelvica che può condurre alla sterilità.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Dubbio sull’intervallo di somministrazione dei vaccini

11/11/2019 Gli Specialisti Rispondono di Professore Alberto Villani

Per ogni vaccino, compreso l'anti-meningococco B, è stato individuato l'intervallo tra la somministrazione delle dosi che assicura la migliore risposta del sistema di difesa naturale e, quindi, la migliore protezione.   »

Ovulazione: può verificarsi anche se si prende la pillola?

31/10/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Ci sono casi in cui, nonostante l'assunzione del contraccettivo orale, la donna continua a essere fertile: accade, per esempio, se è in sovrappeso.   »

Svezzamento: quali regole seguire?

30/10/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

le linee guida relative allo svezzamento sono molto cambiate rispetto ad alcuni anni fa: oggi vi è molta più libertà d'azione, da usare però secondo i criteri dettati dal buon senso. Ma se si vuole andare "alla vecchia", nulla lo vieta.   »

Fai la tua domanda agli specialisti