Clamidia: come si prende, sintomi e cura

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 09/02/2026 Aggiornato il 09/02/2026

Si trasmette attraverso il contatto con secrezioni genitali infette, anche se il partner non ha alcun sintomo. Basta un solo rapporto per essere contagiati e mettere a rischio la propria fertilità.

clamidia

La clamidia è una delle infezioni sessualmente trasmesse più comuni, eppure è anche una delle meno riconosciute. Infatti, nella maggior parte dei casi non dà segnali evidenti, per cui può restare silenziosa per mesi, talvolta per anni. Ciò non significa che non sia pericolosa: nel frattempo, infatti, può continuare a diffondersi e, nei casi più seri, causare conseguenze importanti sulla salute riproduttiva femminile. Per questo, è importante imparare a conoscerla.

Si trasmette principalmente attraverso rapporti sessuali non protetti, anche in assenza di eiaculazione. Quando si manifesta lo fa principalmente con bruciore durante la minzione, perdite anomale, dolore al basso ventre. La diagnosi è semplice, così come la cura, a base di antibiotici. Informazione, prevenzione e controlli regolari sono fondamentali per proteggersi.

Come si prende la clamidia

Questa infezione batterica è causata dal batterio Chlamydia trachomatis. Colpisce soprattutto l’apparato genitale, ma può interessare anche altre zone del corpo come retto e gola.

È molto diffusa perché si trasmette con facilità e, nella maggior parte dei casi, non provoca disturbi immediatamente riconoscibili, per cui spesso non viene subito riconosciuta. È particolarmente diffusa tra i giovani a causa dei comportamenti sessuali a rischio, il mancato utilizzo del preservativo in primis. È importante sapere che basta un solo rapporto non protetto per contrarre l’infezione e che una persona può essere contagiosa anche se non ha alcun sintomo.

La clamidia è un’infezione sessualmente trasmissibile più frequente nelle donne rispetto agli uomini. Si contrae soprattutto attraverso rapporti sessuali non protetti: il contagio può avvenire non solo tramite lo sperma, ma anche attraverso le secrezioni genitali di una persona infetta. Il batterio responsabile, infatti, si trasmette anche in assenza di eiaculazione. È sufficiente una piccola lesione delle mucose – che si può formare anche durante il rapporto stesso a causa dello sfregamento – perché il microrganismo responsabile passi dal partner infetto a quello sano. Anche i rapporti anali e orali comportano un rischio di trasmissione.

Cosa succede in gravidanza

La clamidia può essere trasmessa anche dalla madre infetta al nascituro durante il parto, con possibili conseguenze per la salute del bambino, soprattutto a livello oculare e respiratorio.

Congiuntivite e polmonite sono le complicanze più frequenti. Fortunatamente la diffusione di profilassi antibiotiche efficaci ha ridotto i rischi in questo senso.

Sintomi 

La clamidia è una malattia silenziosa, che spesso non dà sintomi o dà sintomi molto sfumati. Molte persone scoprono di essere infette solo durante controlli di routine o esami specifici. Quando si manifesta, lo fa in modo diverso nei due sessi, di solito dopo una o tre settimane dal contagio.

Nelle donne la manifestazione più comune della clamidia è l’infiammazione della cervice, che può provocare perdite vaginali insolite, bruciore durante la minzione, dolore durante i rapporti sessuali o piccoli sanguinamenti al di fuori del ciclo mestruale. In alcuni casi può comparire dolore al basso ventre e/o alla schiena, nausea, febbre e perdite sanguinolente anche al di fuori del ciclo mestruale.

Se trasmessa attraverso un rapporto anale, la Clamidia può infettare il retto e dare dolori, perdite e sanguinamenti. Se trasmessa attraverso un rapporto orale, può infettare la gola.

Nell’uomo, la clamidia causa nella maggior parte dei casi un’uretrite, ossia un’infiammazione della parte finale dell’uretra (il canale che porta l’urina verso l’esterno).

I sintomi sono ben precisi: sensazione di prurito all’uretra e di fastidio ai testicoli, bruciore e dolore mentre si urina, bisogno frequente di fare pipì. Compare anche una leggera secrezione dal pene, quasi trasparente e viscosa.

Può causare infertilità?

Nelle donne, se non curata in modo adeguato, la clamidia può avere delle complicanze serie. 

Infatti, il batterio può risalire lungo le vie genitali e dare origine a un’infiammazione cronica, la malattia infiammatoria pelvica. Questa, a sua volta può formare cicatrici e aderenze a livello dell’utero e delle tube di Falloppio (il luogo dove avviene il concepimento), ostacolando il passaggio dell’ovulo. Di conseguenza, la donna può avere difficoltà durante il concepimento o la gravidanza. In alcuni casi si arriva addirittura alla sterilità.

Anche negli uomini, sebbene molto più raramente, la clamidia può compromettere la fertilità causando infiammazioni a carico dell’apparato riproduttivo.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi della clamidia è semplice e non invasiva. Infatti, le moderne tecniche di biologia molecolare sono in grado di diagnosticare l’infezione sia da tampone sia da un campione di urine, tramite tamponi specifici o esami delle urine.

Il problema è che la malattia spesso non si manifesta, quindi, non si prende nemmeno in considerazione l’idea di fare questi esami. Proprio perché l’infezione è spesso asintomatica, i medici raccomandano controlli periodici, soprattutto alle persone sessualmente attive con nuovi o multipli partner.

Tutte le cure

Se diagnosticata in tempo, la clamidia si cura facilmente con una cura antibiotica specifica, prescritta dal medico, possibile anche durante la gravidanza.

È fondamentale seguire la terapia fino alla fine, anche se i sintomi scompaiono rapidamente, ed evitare rapporti sessuali fino alla completa guarigione (in genere, sette giorni dopo la fine del trattamento).

Inoltre, è essenziale che anche il partner o i partner sessuali vengano informati e curati, per prevenire reinfezioni. In molti casi, dopo tre mesi il medico può consigliare un test di controllo per assicurarsi che l’infezione sia stata eliminata.

L’importanza della prevenzione

La prevenzione della clamidia passa soprattutto attraverso una sessualità consapevole e comportamenti responsabili. È importante che i giovani pratichino sempre sesso sicuro con partner non occasionali, indossando il preservativo, l’unico metodo barriera in grado di ridurre i rischi.

Si consiglia di evitare le sostanze (alcol e droghe) che potrebbero compromettere la lucidità mentale, aumentando i rischi, e di limitare il numero di partner sessuali. Anche i controlli regolari e una comunicazione aperta con il partner sono strumenti fondamentali per ridurre il rischio di contagio.

 
 

In breve

La clamidia è un’infezione sessualmente trasmessa molto comune, spesso priva di sintomi. Si contrae tramite rapporti non protetti e può colpire entrambi i sessi. Se non curata, può causare problemi di fertilità, soprattutto nelle donne. La diagnosi è semplice e la cura, a base di antibiotici, quasi sempre risolutiva. Prevenzione e controlli regolari sono fondamentali.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Le domande della settimana

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti