Clamidia: speranze contro l’infezione da un nuovo vaccino

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 30/09/2019 Aggiornato il 30/09/2019

Il nuovo vaccino contro la clamidia potrebbe prevenire la malattia, riducendo l'incidenza di questa infezione sessuale alla base anche di problemi di sterilità

Clamidia: speranze contro l’infezione  da un nuovo vaccino

È ancora in fase sperimentale ma il nuovo vaccino contro la clamidia, l’infezione batterica a trasmissione sessuale più diffusa al mondo, sembrerebbe dare buoni risultati. Messo a punto da un gruppo di ricercatori dello Statens Serum Institut di Copenhagen (Danimarca) e dell’Imperial College di Londra (Regno Unito), il nuovo vaccino di cui si legge sulla rivista Lancet Infectious Diseases  sembrerebbe essere, secondo gli autori dello studio, “sicuro e ben tollerato”.

Malattia sessualmente trasmessa

La clamidia è una causata da un batterio, Chlamydia tracomatis, che si trasmette prevalentemente attraverso i rapporti sessuali (sebbene possa accadere che l’infezione venga trasmessa da madre a figlio durante la gravidanza). In Italia, come in Europa, è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa tra quelle batteriche. Colpisce principalmente donne giovani, con età inferiore a 25 anni (circa due casi su tre si manifestano in questa fascia di età). Se trascurata, poiché spesso è asintomatica, può portare a gravi complicanze tra cui sterilità e tumori.

Più donne che uomini

Il rapporto donne-uomini infettati risulta pari a 1,5:1 con una probabile sottostima dei casi nel sesso maschile per una minore diffusione dello screening e un decorso più spesso asintomatico.

Programmi di screening poco efficaci

A livello mondiale, secondo l’Oms, nel 2016 ci sono stati tra uomini e donne tra 15 e 49 anni d’età 127 milioni di nuovi casi di clamidia. “I programmi di screening nazionali finora avviati e i trattamenti a base di assunzione di antibiotici non sono riusciti a ridurre l’incidenza di questa infezione batterica e finora nessun vaccino è stato testato in studi clinici”, scrivono i ricercatori.

Il nuovo vaccino

Le cose potrebbero cambiare proprio grazie al nuovo vaccino realizzato con il contributo della Commissione Europea e dell’Innovation Fund Denmark, a base di tre iniezioni intramuscolari distanziate tra loro nel tempo, seguite da due nebulizzazioni intranasali, che sembra funzionare.

Nessuna reazione avversa grave

Lo studio ha visto coinvolte presso l’Hammersmith Hospital di Londra 35 donne sane di età compresa tra 19 e 45 anni. Dai testi effettuati è emerso che, oltre a essere efficace, il nuovo vaccino contro la clamidia non ha fatto registrare reazioni collaterali gravi e gli eventi avversi più frequentemente rilevati sono state le lievi reazioni locali nel sito di iniezione.

 

 

Da sapere!

Tra le nazioni europee l’Italia è, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, tra quelle che fanno registrare basse prevalenze dell’infezione da clamidia.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Bimbo di tre anni con attacchi di rabbia: che fare?

04/12/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Pazienza, comprensione, disponibilità, affetto sono gli ingredienti che aiutano a contrastare le crisi di rabbia di un bimbo di tre anni. Ma comprendere la ragione di certe intemperanze è altrettanto importante.   »

HPV ad alto rischio oncogeno: come avviene il contagio?

03/12/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dott.ssa Elena Bozzola

La trasmissione del Papilloma virus responsabile del carcinoma della cervice avviene quasi esclusivamente per via sessuale.   »

Vaccinazione anti-rotavirus: la ricerca dice sì, senza alcun dubbio sì

27/11/2019 Gli Specialisti Rispondono di Professore Alberto Villani

Gli ultimi studi compiuti in modo serio e rigoroso sulla vaccinazione antirotavirus hanno evidenziato che si tratta di uno strumento più che sicuro (e prezioso) per la salvaguardia della salute dei piccolini.  »

Fai la tua domanda agli specialisti