A cura di “La Redazione”Pubblicato il 23/06/2016Aggiornato il 23/06/2016
Insonnia e colesterolo sarebbero correlati. Ecco come si spiega l’aumentato rischio di accumulo colesterolo cattivo in chi dorme male e poco
L’insonnia fa ingrassare perché interviene negativamente sull’equilibrio ormonale e sul metabolismo, soprattutto degli zuccheri. Inoltre, l’insonnia predispone a malattie cardiovascolari e all’accumulo di colesterolo “cattivo” Ldl, strettamente correlato al benessere di cuore e arterie
I risultati dello studio islandese
A dimostrare lo strettissimo legame esistente tra colesterolo e insonnia, è uno studio condotto dall’Università di Helsinki. Secondo i risultati di questa ricerca, dormire poco influenzerebbe il metabolismo del colesterolo e i livelli di lipoproteine rintracciabili nel sangue. Lo studio ha coinvolto 21 persone, privandole di una settimana di sonno. Inoltre, sono stati parallelamente condotti due studi epidemiologici su campioni ben più ampi di popolazione.
Cala l’Hdl
I risultati dell’indagine parlano chiaro: gli insonni hanno meno Hdl (la frazione buona) nel sangue e più Ldl (la frazione cattiva). Questi valori predispongono alla formazione precoce di placche aterosclerotiche. Il dato che più fa riflettere è la velocità con cui l’organismo si adatta negativamente alla privazione di sonno. Basta, infatti, una settimana di sonno irregolare per causare uno squilibrio dei valori di colesterolo nel sangue.
In breve
LE BUONE ABITUDINI CHE AIUTANO
I livelli di colesterolo buono (Hdl) andrebbero sempre mantenuti sufficientemente elevati grazie a una dieta sana ed equilibrata, sport e sonno regolare. Combattere l’insonnia si può, attraverso psicoterapia, integratori di melatonina e triptofano, nonché praticando un’attività fisica ad hoc al mattino.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita. »
Nelle donne che seguono un'alimentazione vegane è comune la carenza di vitamina B12, quindi l'assunzione di integratori che la contengono diventa indispensabile. Ma se il deficit è lieve e la dieta include anche alimenti di origine animale non ci sono rischi per lo sviluppo del feto.
»
Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari. »
I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio. »
Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali. »
Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto. »
Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna. »
La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro. »
Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi. »