Colesterolo buono… ma non troppo

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 18/10/2018 Aggiornato il 18/10/2018

Secondo un recente studio, anche livelli elevati di colesterolo buono potrebbero esporre a malattie cardiache. Non è vero, dunque, che più ce n’è meglio è…

Colesterolo buono… ma non troppo

Per anni ci siamo sentiti ripetere che il cosiddetto colesterolo buono o Hdl è un grande alleato dell’organismo e che, per questo, più i suoi livelli sono elevati e più la sua azione protettiva aumenta. Ora, però, un nuovo studio, presentato al Congresso della Società europea di cardiologia Esc, rischia di minare questa certezza. Secondo un’équipe di ricercatori statunitensi dell’Emory University School of Medicine di Atlanta, infatti, il colesterolo Hdl non dovrebbe superare i 60 milligrammi per decilitro di sangue (mg/dL), altrimenti da amico si trasformerebbe in nemico.

Che cos’è il colesterolo

Il colesterolo è un tipo di grasso presente in tutto l’organismo, che circola nel sangue grazie a specifiche particelle di trasporto, le lipoproteine. Le più note sono le Ldl() e le Hdl. Le prime rappresentano il cosiddetto “colesterolo cattivo”: se è in eccesso, tende ad accumularsi nelle pareti dei vasi arteriosi, formando ispessimenti e placche, che ostacolano la circolazione sanguigna. Al contrario, le lipoproteine ad alta densità, le Hdl, rappresentano il cosiddetto colesterolo buono: infatti, hanno il compito di trasportare il colesterolo Ldl presente in eccesso dai vari organi e tessuti al fegato, dove viene eliminato. Esse, inoltre, hanno proprietà antiossidanti che paiono contribuire ulteriormente alle capacità protettive rispetto all’aterosclerosi.

La ricerca su quali 6.000 persone

Il nuovo studio ha coinvolto 5.965 persone con una prevalenza di uomini. Gran parte di loro era cardiopatica o comunque soffriva di malattie di cuore. Gli autori hanno diviso i partecipanti in cinque gruppi, in relazione alle loro concentrazioni di Hdl nel sangue. Il primo gruppo era composto da persone con meno di 30 mg/dL; gli individui del secondo gruppo avevano livelli compressi fra 31 e 40 mg/dL; nel terzo gruppo i livelli erano fra 41 e 50 mg/dL; nel quarto fra 51 e 60 mg/dL e nel quinto più di 60 mg/dL. Tutti i volontari sono stati seguiti per alcuni anni, durante i quali sono stati sottoposti a diversi accertamenti. Il 13%, ossia 769 persone, nel corso dello studio ha avuto un attacco di cuore o è morto per cause cardiovascolari.

Meglio non troppo

Dall’analisi dei risultati, è emerso che a essere pericolosi non sono solo i livelli bassi di colesterolo Hdl, ma anche quelli troppo elevati. L’ideale è avere parametri compresi fra 41 e 60 mg/dL: nella casistica considerata, infatti, sono quelli che si sono associati a un rischio cardiovascolare minore. Quando, invece, il colesterolo Hdl superava i 60 mg/dL il pericolo di infarto o decessi aumentava del 50% circa rispetto ai gruppi 41-60 mg/dL. “I nostri risultati sono importanti perché contribuiscono a un numero sempre crescente di prove sul fatto che concentrazioni di colesterolo Hdl molto alte nel sangue potrebbero non essere protettive” hanno commentato gli autori. Aggiungendo, però, che saranno necessarie nuove ricerche per stabilire i livelli ottimali di Hdl.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Lo sport è un grande anti-colesterolo. Il movimento aiuta, infatti, a ridurre i valori della frazione Ldl.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

25/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

22/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

20/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Gravidanza: può iniziare immediatamente dopo un aborto spontaneo?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza.   »

Incinta nonostante la legatura delle tube: ma è davvero possibile?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In medicina gli avverbi "sempre" e "mai" sono da evitare perché questa scienza non è esatta come la matematica e volta la Natura può sorprendere, sovvertendo regole che si credono incontrovertibili. Quindi sì, anche se remota, la possibilità di avviare una gravidanza con le tube legate c'è.   »

Fai la tua domanda agli specialisti