Colpire i microRna per combattere il tumore al seno

Pamela Franzisi A cura di Pamela Franzisi Pubblicato il 14/05/2021 Aggiornato il 14/05/2021

Uno studio tutto italiano dimostra che colpire un tipo di microRna potrebbe essere il modo per combattere la resistenza del tumore al seno ad alcuni farmaci

Colpire i microRna per combattere il tumore al seno

Le cause del tumore al seno non sono ancora ben note. Alla malattia sono stati associati diversi fattori di rischio: l’età (la maggioranza dei casi viene diagnosticata sopra i 50 anni), prima gravidanza dopo i 30 anni, prima mestruazione prima dei 12 anni, menopausa dopo i 50 anni, familiarità, stile di vita. E ora si sa che dipende anche dai microRna.

Allo studio i microRna

La ricerca sta andando avanti, affinché le chemioterapie possano in futuro risultare ancora più efficaci, migliorando la speranza di vita delle malate con forme aggressive di tumore al seno. Tanti studi si stanno concentrando sui microRna, piccole molecole di Rna che regolano negativamente l’espressione genica.

Una ricerca made in Italy

Andando a colpire miR-146a e miR-146b, due microRna importanti per il mantenimento delle cellule staminali della mammella e delle staminali tumorali, si potrebbe combattere efficacemente il tumore al seno. Una scoperta, frutto di una ricerca dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit), dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) e dell’Università statale di Milano, che potrebbe portare, in futuro a nuove terapie contro le cellule staminali tumorali. Lo studio, sostenuto dalla Fondazione Airc, è stato pubblicato sulla rivista Journal of cell biology.

Rendono i tumori più aggressivi

Il lavoro si inserisce negli studi condotti da Francesco Nicassio, coordinatore del Center for genomic science (Cgs) dell’Iit-Istituto Italiano di Tecnologia a Milano. “Il nostro obiettivo – spiega Nicassio – è identificare i microRna necessari al mantenimento di cellule staminali tumorali e che possono rappresentare potenziali bersagli terapeutici nel cancro al seno”.

Due microRna facilitano la resistenza ai farmaci

Chiara Tordonato, prima autrice del lavoro aggiunge: “Abbiamo identificato due microRna strettamente correlati, miR-146a e miR-146b, presenti nelle cellule staminali della mammella e anche nelle cellule staminali del cancro al seno. I livelli di questi due microRna tendono a essere molto elevati nei tumori al seno più aggressivi, i quali presentano un alto numero di cellule staminali tumorali”. “Abbiamo ipotizzato – continua la ricercatrice – che i miR-146a/b potessero essere necessari per mantenere il pool di cellule staminali tumorali. È stato sufficiente distruggere questi due microRna nelle cellule tumorali derivate da pazienti per ridurre la capacità di tali cellule di formare nuovi tumori”. A tutto vantaggio della salute.

 

 
 
 

Una curiosità

Il tumore al seno, contenente un numero relativamente elevato di cellule staminali tumorali, ha una prognosi molto più sfavorevole rispetto ai tumori che ne hanno un numero inferiore. Riuscire a colpire queste cellule, anche tramite i microRna, può essere fondamentale per il trattamento efficace della malattia.

Fonti / Bibliografia

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