Contro i tumori dell’utero il test Hpv batte il Pap test

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 06/11/2013 Aggiornato il 06/11/2013

Rispetto al Pap test, il nuovo esame permette di ridurre del 60%-70% l’incidenza dei tumori invasivi del collo dell’utero

Contro i tumori dell’utero il test Hpv batte il Pap test

Si apre una nuova era nella prevenzione del tumore del collo dell’utero: il test Hpv è considerato il test primario di screening per le donne, al punto che la Regione Piemonte prevede il passaggio dal Pap test all’Hpv test nell’arco dei prossimi cinque anni. I dati parlano chiaro: il nuovo tipo di screening permette di ridurre del 60%-70% l’incidenza dei tumori invasivi del collo dell’utero rispetto a quello con Pap test.

L’efficacia del nuovo test

L’efficacia del test Hpv è stata dimostrata da uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet. Lo studio è opera di un’équipe internazionale di ricercatori, coordinata dal torinese Guglielmo Ronco del Cpo Piemonte, il Centro di riferimento per l’epidemiologia e la prevenzione oncologica in Piemonte della Città della Salute e della Scienza di Torino. L’équipe è composta da italiani, svedesi (Karolinska Institutet, Stoccolma), inglesi (London School of Hygene ed Università di Manchester) e olandesi (Vrje Universitet, Amsterdam).

La ricerca del Dna

Lo screening del tumore del collo dell’utero (screening cervicale) mira a prevenire il tumore individuando lesioni che non sono ancora cancro ma potrebbero diventarlo, provocate dal virus Hpv, un’infezione comune e che generalmente non porta conseguenze. Nello screening con il Pap test (citologia), alcune cellule prelevate dal collo dell’utero vengono esaminate al microscopio. Nello screening con test Hpv il materiale prelevato viene sottoposto ad analisi molecolare per rilevare l’eventuale presenza del Dna dei ceppi di Hpv ad alto rischio per lo sviluppo del tumore del collo dell’utero.

175mila donne analizzate

Questo è il primo studio che ha valutato su larga scala l’effetto dello screening basato sul test Hpv. I ricercatori hanno seguito negli anni più di 175mila donne reclutate in quattro studi di grandi dimensioni, condotti in Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia, che hanno messo a confronto i due test. Le donne invitate a fare il test Hpv si sono ammalate meno di questo tumore rispetto alle invitate a fare il Pap test. I risultati mostrano che l’aumento della protezione interessa soprattutto le donne di età compresa tra i 30 ed i 35 anni e che lo screening con test Hpv ogni 5 anni è più protettivo dello screning con Pap test ogni 3 anni, oltre che essere meno costoso per il servizio sanitario.  

In breve

IL NUOVO TEST RIDUCE I CASI DI TUMORE

“Questo studio – spiega il dottor Guglielmo Ronco – è un tassello fondamentale che prova la superiorità dello screening con test Hpv sullo screening con Pap test. Già era stata dimostrata la maggiore capacità del test Hpv, rispetto al Pap test, di individuare quelle lesioni che non sono ancora un tumore ma che potrebbero diventarlo. Oggi si è potuto verificare direttamente che questo si traduce in una riduzione dei casi di tumore”. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Si può cominciare lo svezzamento a quattro mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Le linee guida indicano, come epoca corretta per l'inizio dello svezzamento, i sei mesi. Di conseguenza è meglio non anticipare troppo questa data.   »

Macchie tra i dentini in un bimbo di 15 mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

In caso di discromie dello smalto si può attendere per vedere come evolve la situazione: se peggiora è consigliabile una visita ortodontica.   »

Fai la tua domanda agli specialisti