Covid-19, aprire le finestre aiuta a combattere il virus

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 04/01/2021 Aggiornato il 04/01/2021

Aprire le finestre permette di contrastare con maggiore efficacia la trasmissione del Covid-19. Un ricambio continuo dell’aria riduce, infatti, del 70% le particelle capaci di veicolare il virus

Covid-19, aprire le finestre aiuta a combattere il virus

Aprire le finestre per permettere un corretto ricambio d’aria sembra essere sempre più importante nella lotta al virus, specie negli ambienti con un’alta concentrazione di persone, come scuole e mezzi pubblici. A rivelarlo è uno studio dell’Università del New Mexico pubblicato dalla rivista Physics of Fluids , che dimostra come aerare con regolarità riduca in modo importante le particelle del Covid-19 sospese nell’aria.

Alimentare l’aerosol

Respirando e, soprattutto parlando, andiamo ad “alimentare” la sospensione di particelle piccolissime (meno di 5 µm) contenute nell’aria. Questa sospensione va a comporre il cosiddetto aerosol e può trasportare le particelle nell’aria anche per diverso tempo. Il fatto è che la trasmissione del Covid-19 in luoghi affollati è stata inserita solo da pochi mesi tra le cause di contagio. Diverse ricerche hanno analizzato il problema e, anche attraverso modelli computazioni, hanno dimostrato l’importanza di aprire le finestre e far cambiare l’aria.

Una riduzione del 70%

Gli studi simulati, riproducendo il movimento delle particelle di saliva contenute nell’aerosol, hanno evidenziato come le particelle possano essere trasportate dal movimento dell’aria fino a una distanza di quasi due metri e mezzo. Aprendo le finestre e aerando l’ambiente, la composizione dell’aerosol cambia, permettendo di eliminare dall’ambiente quasi il 70% delle goccioline grandi 1 µm. Prendere in considerazione solo le goccioline di questa dimensione è il limite di questo studio pubblicato su Environment International, che non ha dunque analizzato l’evoluzione delle particelle più grandi e maggiormente in grado di trasmettere il Covid-19.

Cambiare aria aiuta in ogni caso

Tralasciando questo aspetto, lo studio ricopre comunque una certa importanza, sostenuta anche da ulteriori evenienze. Infatti, alcune ricerche condotte negli ospedali hanno rivelato concentrazioni del virus Covid-19 mediamente più basse in quelle strutture che facevano cambiare l’aria con regolarità. Altro importante aiuto per contrastare la diffusione del Covid-19 negli ambienti chiusi è rappresentato dall’impiego di schermi in plexiglas, che bloccano le particelle più grandi di 1 µm.

Condizionatore? Sì, ma con riciclo

Anche il condizionatore può essere un valido alleato, specie se dotato di sistemi di ricircolo in grado di pescare parte dell’aria dall’esterno. Ovvio, trovare un condizionatore a scuola non è la norma, ma dove presente, utilizzarlo nel modo giusto permette di eliminare il 50% delle goccioline. Medesimo discorso per le automobili, dove però il sistema di ricircolo esterno è quasi sempre presente.

Attenzione anche ai vestiti

Disinfettare spesso banchi e sedie e igienizzare le mani resta comunque la prima fondamentale norma per vivere in sicurezza. E non dimentichiamo di disinfettarci anche quando tocchiamo i vestiti, dove si depositano grandi quantità di goccioline. Come dimostrano diversi studi, infatti, la concentrazione del virus è maggiore nelle aree dell’ospedale in cui i medici si cambiano. Il perché è da ricercare nello spostamento d’aria causato dal movimento, per esempio, del camice al momento del cambio.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Anche la posizione del banco a scuola varia le possibilità di contagio. I posti più sicuri sono quelli laterali in ultima fila, che sono la scelta migliore per studenti maggiormente vulnerabili o con patologie pregresse.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Siero al retinolo durante la ricerca della gravidanza: ci sono rischi?

12/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti