Covid-19, il vaccino preoccupa gli italiani

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 12/05/2021 Aggiornato il 12/05/2021

Sempre meno italiani confidano nel vaccino per uscire dall’emergenza Covid-19 e in tanti preferiscono attendere vaccini migliori

Covid-19, il vaccino preoccupa gli italiani

Negli ultimi mesi, la campagna vaccinale anti Covid-19 non è riuscita a restituire un senso di sicurezza agli italiani. Solo 4 su 10 si dicono oggi più sicuri. Il dato è in calo e c’è sempre minore ottimismo. In tanti sono spaventati e non vedono la fine imminente della pandemia. A dominare sono scetticismo e paura degli effetti collaterali e la percentuale di chi spera che il vaccino possa portarci fuori dalla pandemia è scesa dal 64% del maggio scorso al 59% di marzo.

Paura degli effetti collaterali

A rivelarlo è uno studio continuativo condotto su 5.000 soggetti dai ricercatori dell’EngageMinds HUB, centro di ricerca dell’Università Cattolica di Milano, che evidenzia anche l’aumento del 7% di chi dichiara la propria paura circa gli effetti collaterali derivati dal vaccino. Il dato si assesta, quindi, al 37%, contro il 30% di maggio 2020. Le motivazioni maggiori sono da collegare ai presunti effetti collaterali causati dal vaccino AstraZeneca, ma anche a una sempre minore fiducia dei cittadini per scienza e istituzioni sanitarie sulla gestione della pandemia da Covid-19.

Valutazioni sbagliate

Come sottolineato dalla direttrice dell’EngageMinds Hub, Guendalina Graffigna, i dati sono da attribuire principalmente a una valutazione psicologica tra pro e contro del vaccino compiuta dai cittadini dopo i fatti di cronaca legati agli effetti collaterali del vaccino AstraZeneca. Il problema, prosegue le Graffigna, è che queste valutazioni non hanno poi un reale contatto con la realtà dei fatti e derivano da congetture portate avanti senza tenere pienamente conto delle evidenze scientifiche.

Sale il numero di chi è disposto a vaccinarsi

La percentuale degli italiani pro vaccino è comunque in crescita rispetto allo scorso mese di maggio. I dati evidenziano, infatti, un aumento significativo del 20% di chi si dice pronto a vaccinarsi, con la percentuale che è salita al 41%. Inoltre, a questo dato occorre sommare i già vaccinati e un ulteriore 21% che ritiene probabile una sua vaccinazione contro il Covid-19. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dal 13% (stabile) composta dai sostenitori della linea no vax. Nel mezzo, i dati registrano un calo tra gli indecisi (18%).

In attesa di vaccini migliori

Detto questo, la Graffigna spiega come i casi legati al vaccino AstraZeneca stiano influendo sul processo decisionale, con un 46% del campione che dichiara di non volersi vaccinare nell’immediato, ma di preferire attendere un vaccino migliore. Dato che sale al 52% tra i soggetti maggiormente spaventati, e arriva al 54% tra coloro che hanno subito le maggiori perdite dal punto di vista economico.

Vaccini di prima e seconda fascia

La ricerca rivela inoltre, come il 30% del campione ritenga che ci siano vaccini di prima e seconda fascia, con perplessità legate principalmente ad AstraZeneca. La percentuale arriva al 33% nei soggetti più ansiosi. C’è infine chi ha ormai azzerato le emozioni sul tema prevenzione, il cui 52% dichiara di non credere in questa campagna vaccinale e che i metodi di immunizzazione attualmente in uso non siano stati adeguatamente testati.

 

 

 
 
 

Da sapere!

La ricerca rientra nel progetto CRAFT (CRemona Agri-Food Technologies) e di Ircaf (Centro di riferimento Agro-Alimentare Romeo ed Enrica Invernizzi).

 

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