Cranio deformato dal cellulare?

Luce Ranucci A cura di Luce Ranucci Pubblicato il 28/08/2019 Aggiornato il 28/08/2019

Secondo una teoria, tutta da confermare, l’utilizzo eccessivo dello smartphone farebbe crescere uno spuntone osseo dietro il cranio. Certo non a tutti, ma, a quanto pare, a molti

Cranio deformato dal cellulare?

Uno spuntone dietro il cranio a causa del cellulare? Questa la teoria di un medico che ha notato il manifestarsi sempre più frequente di una protusione in zona occipitale una volta definita rara.   Non a tutti, sia beninteso. Ma a qualcuno sì, ed è la dimostrazione che il nostro scheletro continua ad evolversi. È la teoria del dottor David Shahar, scienziato ed ex clinico della University of The Sunshine Coast, Australia. Shahar ha spiegato di aver analizzato le radiografie del cranio delle persone per 20 anni e negli ultimi 10 ha notato il manifestarsi sempre più spesso di una protusione in zona occipitale una volta definita rara. Insomma un cranio deformato.

Lo studio scientifico    

Questo spuntone fu studiato per la prima volta dallo scienziato francese Paul Broca nel 1885 “ma non se ne curò molto”. Finché non ha colpito l’interesse di Shahar, che nel suo studio pubblicato nel Journal of Anatomy affronta in dettaglio la questione insieme al suo coautore. I due esperti spiegano di aver aveva notato delle protuberanze occipitali esterne nei raggi X di pazienti relativamente giovani. E così sono andati a fondo esaminando 218 radiografie del rachide cervicale laterale di persone tra i 18 e i 30 anni, in cui appare la protuberanza. Tra tutti, il 41% presentava lo spuntone, nel 10% dei casi lungo almeno 20 mm. Il cranio deformato era più comune negli uomini rispetto alle donne: il 67% contro il 20%. Il più lungo misurava 35,7 mm in un uomo e 25,5 mm in una donna. Secondo lo studio i casi di osteofita – questo il nome tecnico – che spuntavano dalla protuberanza occipitale esterna di persone giovani sono rari nella letteratura medica, mentre sono relativamente comuni nelle persone anziane, ma più raramente in zona occipitale.

Postura sbagliata

Shahar crede che questa incidenza potrebbe essere dovuta al sempre maggiore uso di smartphone e dispositivi da tenere in mano sin dalla prima infanzia. Il problema risiede nel fatto che mentre usiamo cellulari e tablet il collo lavora per mantenere la testa in equilibrio. L’assunzione di questa posizione in misura prolungata spinge il corpo a produrre un nuovo osso per aumentare la superficie che regge il cranio. La postura sbagliata non è comunque nata nel 21esimo secolo. Già con i libri si trascorreva del tempo col capo chino. Qual è allora la differenza? Il tempo. Nel 1973un americano leggeva in media 2 ore al giorno. Oggi le persone trascorrono più di 4 ore al cellulare. 

 

 
 
 

Da sapere!

Mentre usiamo cellulari e tablet il nostro collo lavora per mantenere ila testa in equilibrio. L’assunzione di questa posizione in termini prolungata, spingerebbe, secondo lo scienziato, il corpo a produrre un nuovo osso per aumentare la superficie che regge il cranio.

 

Fonti / Bibliografia

  • Prominent exostosis projecting from the occipital squama more substantial and prevalent in young adult than older age groups | Scientific ReportsRecently we reported the development of prominent exostosis young adults’ skulls (41%; 10–31 mm) emanating from the external occipital protuberance (EOP). These findings contrast existing reports that large enthesophytes are not seen in young adults. Here we show that a combination sex, the degree of forward head protraction (FHP) and age predicted the presence of enlarged EOP (EEOP) (n = 1200, age 18–86). While being a male and increased FHP had a positive effect on prominent exostosis, paradoxically, increase in age was linked to a decrease in enthesophyte size. Our latter findings provide a conundrum, as the frequency and severity of degenerative skeletal features in humans are associated typically with aging. Our findings and the literature provide evidence that mechanical load plays a vital role in the development and maintenance of the enthesis (insertion) and we suggest possible associations between aberrant loading of the EOP enthesis, sustai...
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