Depressione e disturbi gastrointestinali: c’è un legame

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 28/06/2019 Aggiornato il 28/06/2019

Secondo uno studio americano livelli troppo bassi di serotonina potrebbero essere la causa anche di problemi intestinali

Depressione e disturbi gastrointestinali: c’è un legame

La serotonina è considerato l’ormone della felicità, il fulcro attorno al quale ruotano i meccanismi alla base e le possibili vie di guarigione dalla depressione. Ma il deficit del neurotrasmettitore potrebbe determinare anche altri disturbi.  Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista  Gastroenterology dagli scienziati del Columbia University Medical Center di New York, secondo i quali livelli troppo bassi di serotonina nei neuroni dell’intestino potrebbero causare la stitichezza. Del resto l’intestino è spesso chiamato il secondo cervello del corpo, contiene più neuroni del midollo spinale e utilizza molti dei neurotrasmettitori del cervello. Non sembra quindi così improbabile che depressione e disturbi gastrointestinali possano essere causati dallo stesso processo.

L’esperimento in laboratorio

Durante la sperimentazione è stato analizzato un gruppo di topi affetti da una mutazione genetica che altera la capacità dei neuroni di produrre serotonina nel cervello e nell’intestino e che, nelle persone, è legata a una grave forma di depressione. L’indagine ha evidenziato che la carenza del neurotrasmettitore aveva determinato nei roditori la riduzione del numero di neuroni nell’intestino e il deterioramento del rivestimento intestinale, oltre a rallentare il passaggio del cibo attraverso l’apparato gastro-intestinale. Gli animali quindi presentavano lo stesso tipo di cambiamenti presenti nelle persone che soffrono di costipazione, oltre a mostrare sintomi di depressione. Sembrerebbe dunque confermato il legame tra depressione e disturbi gastrointestinali.

Aperta la strada per nuove cure

Nella seconda fase dello studio, i ricercatori hanno somministrato ai topi un trattamento farmacologico sperimentale, che ha aumentato i livelli di serotonina nei neuroni dell’intestino: la terapia, costituita da medicinali a lento rilascio di 5-http, un precursore della serotonina, agisce proprio aumentando il numero di neuroni gastrointestinali. La scoperta sembra suggerire che l’impiego di farmaci a lento rilascio di 5-http potrebbe migliorare efficacemente sia i disturbi intestinali sia la depressione.

 
 
 

Da sapere!

C’è un secondo cervello fatto di oltre cento milioni di neuroni sulla parete dell’addome, in dialogo continuo con quelli nella testa. Le cellule nervose nell’addome, per esempio, producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore della felicità. La relazione fra i due cervelli è molto stretta e a due direzioni, così per esempio lo stress() si ripercuote sulla salute gastrointestinale.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Creme cosmetiche usate a inizio gravidanza: ci sono rischi per il feto?

20/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Le sostanze contenute nelle creme destinate a un uso cosmetico non comportano un aumento del rischio di malformazioni né altri pericoli per lo sviluppo dell'embrione e del feto. Questo vale anche per i prodotti contenenti vitamina A o suoi derivati.  »

Calendario mestruale: come si usa per rimanere incinta?

20/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Non ha molto senso scaricare app che orientino il momento giusto per concepire, è meglio che la ricerca avvenga all'insegna della spontaneità. A tutto vantaggio del risultato e dell'armonia della coppia.   »

Incinta a 46 anni: si può e, se sì, ci sono rischi?

19/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In linea teorica, è possibile avviare e portare a termine una gravidanza anche in età molto matura, tuttavia si tratta di un evento eccezionale. in più, il rischio di avere un bambino con uno sbilanciamento cromosomico è alto.   »

Beta che aumentano tantissimo: cosa può essere?

19/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Un aumento particolarmente alto del valore delle beta è generalmente un ottimo segno, a volte potrebbe anche esprimere che la gravidanza è gemellare.   »

Tosse dopo aver usato un prodotto per la pulizia della casa: ci sono rischi per il feto?

17/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

La tosse che può comparire dopo aver accidentalmente respirato un prodotto tossico è conseguenza di un'irritazione locale che non può nuocere al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti