Dividere una pastiglia a metà è pericoloso

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 25/01/2018 Aggiornato il 10/08/2018

Molti genitori triturano o spezzettano le compresse da dare ai bambini per renderle più appetibili, ma dividere una pastiglia è rischioso per la salute. Ecco perché

Dividere una pastiglia a metà è pericoloso

Dividere una pastiglia a metà è pericoloso. A mettere in guardia contro i pericoli di questa diffusa abitudine è la Sigg (Società italiana di gerontologia e geriatria), secondo cui alterare la struttura dei farmaci può ridurre l’efficacia della terapia e aumentare il rischio di effetti collaterali. In un caso su tre, infatti, dividere la pastiglia altera il dosaggio che diventa  diverso da quello prescritto dal medico, con effetti non trascurabili sull’efficacia delle cure.

Attenzione anche se c’è la predisposizione

I rischi legati al dividere una pastiglia a metà si riducono se c’è la piccola incisione-guida, ma anche in questo caso l’imprecisione è inevitabile. Anche con il taglia-pillole, il mezzo più preciso, una pastiglia su tre è divisa male e la dose ottenuta è più alta o più bassa di almeno il 15% rispetto a quanto prescritto.

In certi casi divieto assoluto

Dividere a metà la pastiglia può essere molto pericoloso in caso di farmaci con una finestra terapeutica stretta, che hanno cioè effetti tossici a dosaggi che si discostano anche di pochissimo dalla terapia. Non vanno spezzate né schiacciate, pena la perdita di efficacia e di tollerabilità, nemmeno le compresse gastroresistenti, progettate con un film esterno per superare la barriera dello stomaco e sciogliersi nell’intestino, come pure le capsule rivestite e quelle a rilascio lento o prolungato.

Mix ad alto rischio

Se dividere una pastiglia a metà è pericoloso, triturarla (pratica in uso con i bambini per facilitarne l’assunzione) è anche peggio perché aumentano i rischi di perderne una parte consistente. Anche mescolare tra loro le medicine prescritte dal medico è un errore: il mix può provocare rischi di interazione fra principi diversi e fenomeni di irritazione delle vie aeree, a causa dell’inalazioni delle polveri. Tritare o dividere farmaci diversi usando lo stesso strumento è ancora più pericoloso, perché la mancata pulizia del coltello, del pestello o simili potrebbe portare a reazioni allergiche o ulteriori interazioni dovute ai residui di farmaco.

No fino agli 8 anni

A eccezione delle compresse effervescenti, le pastiglie non sono indicate fino agli 8 anni di età, perché non sono ancora in grado di deglutirle. Solo in caso di malattie croniche si anticipa l’assunzione ai 6 anni. Le capsule non vanno sminuzzate o aperte: l’involucro si discioglie nello stomaco rilasciando il principio attivo. Vanno perciò inghiottite intere con un po’ d’acqua. Anche le compresse, se non indicato sulla confezione, non devono essere succhiate o masticate, ma deglutite intere con l’acqua.
 

 

 
 
 

Da sapere!

Le compresse vanno assunte solo con l’acqua e non con succhi di frutta o bibite, perché c’è il rischio che interagiscano con il principio attivo, compromettendone l’efficacia o dando luogo a reazioni nocive. 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti