Dolori cronici per 10 milioni di italiani

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 09/10/2017 Aggiornato il 09/10/2017

I dolori cronici influiscono pesantemente sulla qualità della vita. Eppure dal 2010 in Italia esiste una legge che sancisce il diritto a non soffrire. Ma quanti lo sanno?

Dolori cronici per 10 milioni di italiani

L’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo ad avere una legge in materia di dolori cronici e diritto a non soffrire. La legge 38/2010 tende una mano a chi soffre di dolori cronici, garantendo il diritto di tutti ad accedere a cure palliative e terapia del dolore. Eppure solo nel 2015 sono stati circa 10 milioni gli italiani costretti a recarsi al Pronto soccorso a causa di dolori cronici.

Mal di schiena e cefalea in cima alla classifica

È il mal di schiena a rivelare di gran lunga una maggiore incidenza, colpendo il 78% dei pazienti. Enormi disagi anche per il 16% dei pazienti afflitti da cefalee, e per il 5% interessati da coliche renali. Il restante 1% sono pazienti con dolori derivati da interventi chirurgici.

Maggiore informazione

Dati allarmanti che, come spiega Gianfranco Gensini, professore di medicina interna e presidente del Centro studi medicina avanzata (Cesmav), confermano l’importanza della normativa italiana. Ma che occorre conoscere e soprattutto applicare al meglio. Occorre prima di ogni altra cosa informare i cittadini circa le possibilità offerte dalla legge. Anche perché i dolori cronici influiscono pesantemente sulla qualità della vita, condizionandola in molti aspetti. Sotto questo punto di vista, come sottolineato da Raffaella Pannuti, presidente della Onlus Fondazione Assistenza nazionale tumori (Ant), il dolore da fisico diventa anche sociale e morale.

Infortuni, ma anche tumori

Tra i fattori che portano a questo tipo di problemi si annoverano incidenti o infortuni e patologie più gravi come i tumori.Un dato che rimarca ancora una volta l’importanza per il cittadino di essere informato. In questa lotta, il Fadoi (Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti) punta a coinvolgere sempre più il personale infermieristico, solitamente il primo a entrare in contatto con il cittadino che si reca in Pronto soccorso.

Più colpite le donne

I dolori cronici affliggono in tutto il 20% della popolazione italiana, con un’incidenza media maggiore nelle donne, mentre le medie europee variano tra il 12% e il 25%. Permettere l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore a tutti i cittadini vuol dire seguire la persona nella lotta a ogni tipologia di dolore. Il dolore diventa esso stesso malattia, comportando disagi che il medico deve avere l’accortezza di affrontare con il giusto tatto. La comunicazione con il paziente è fondamentale, per comprenderne i disagi e aiutarlo a superarli.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Informarsi e conoscere la legislazione sulla terapia del dolore è il primo passo per affrontare al meglio la malattia.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

22/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

20/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Gravidanza: può iniziare immediatamente dopo un aborto spontaneo?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza.   »

Incinta nonostante la legatura delle tube: ma è davvero possibile?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In medicina gli avverbi "sempre" e "mai" sono da evitare perché questa scienza non è esatta come la matematica e volta la Natura può sorprendere, sovvertendo regole che si credono incontrovertibili. Quindi sì, anche se remota, la possibilità di avviare una gravidanza con le tube legate c'è.   »

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti