Farmaci: perché i genitori devono fare attenzione a quelli scaduti (ma non lo fanno)?

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 14/12/2022 Aggiornato il 22/12/2022

Secondo una recente ricerca un genitore su due conserva farmaci aperti e persino scaduti. Con evidenti rischi soprattutto per i piccoli

I farmaci scaduti vanno tolti dalla cassetta dei farmaci e snaltini nel modo corretto

È buona regola fare ordine periodicamente nell’armadietto dei medicinali. Eppure questa, che dovrebbe un’abitudine consolidata, non lo è per un genitore su due, secondo una ricerca condotta presso la Michigan Medicine – University of Michigan. Il sondaggio, pubblicato nell’ambito di una indagine nazionale americana sulla salute dei bambini, si è basato su 2.023 risposte di genitori di bambini di età inferiore ai 18 anni. Secondo l’indagine quattro genitori su cinque dichiarano di aver smaltito i farmaci da banco oltre la data di scadenza.

Perché si deve fare ordine tra i farmaci?

Innanzitutto perché quelli scaduti non dovrebbero essere usati, mai e in modo particolare nel caso dei bambini. Secondo perché più medicinali ci sono per casa, più aumenta il rischio che i bambini li assumano scambiandoli per caramelle.

Dove mettere le medicine in casa?

In uno spazio che sia lontano dalle fonti di calore, comodo da usare ma al tempo stesso non accessibile ai bambini. Ideale quindi un piccolo pensile dedicato nel bagno oppure un ripiano alto di una credenza.

Cosa succede se si assumono farmaci scaduti?

L’assunzione di medicinali dopo la data di scadenza è da evitare innanzitutto perché le sostanze contenute nel farmaco potrebbero subire delle modificazioni chimiche, con conseguente formazione di prodotti potenzialmente tossici per l’organismo. Questo fenomeno è detto degradazione e i prodotti che si possono formare sono detti impurezze di degradazione. Inoltre la quantità di principio attivo potrebbe diminuire, con perdita dell’efficacia del farmaco stesso. Del resto secondo l’indagine sopra citata meno della metà dei genitori ritiene che i farmaci da banco siano meno efficaci dopo la data di scadenza, mentre un genitore su cinque pensa che non siano sicuri.

Cosa fare quando si scopre che un farmaco è scaduto?

Secondo l’indagine i genitori hanno ovviamente due opzioni a disposizione: dare il farmaco scaduto al bambino o andare a comprarne uno nuovo. Dall’indagine emerge che più di un terzo dei genitori non ritiene opportuno dare al proprio figlio un farmaco scaduto. Ma un genitore su tre ritiene che sia lecito farlo fino a tre mesi dopo la data di scadenza, e circa lo stesso numero afferma che sarebbe lecito farlo oltre i sei mesi o più.

 

 
 
 

In sintesi

Come si smaltiscono i farmaci scaduti?

Molti genitori non sanno come smaltirle i farmaci scaduti. Eppure questo gesto dovrebbe essere fatto correttamente sia per la sicurezza dei piccoli, sia per la tutela dell’ambiente. È bene sapere quindi che i farmaci scaduti:

  • non devono essere dispersi nell’ambiente, perché possono essere fonte di inquinamento
  • non vanno gettati nella spazzatura o nel water, perché possono diffondersi nei terreni e nelle acque
  • non vanno bruciati, perché la loro combustione potrebbe sviluppare sostanze nocive

Devono, invece, essere smaltiti negli appositi contenitori predisposti all’interno (o all’esterno) delle farmacie, destinati a ricevere tutti i tipi di medicinali.

 

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Contrazioni precoci: può accadere anche nella seconda gravidanza?

27/01/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Bisogna mettere in conto che l'accorciamento della cervice, determinato dalla comparsa, molto prima del tempo, di contrazioni uterine, è un'eventualità che può ripresentarsi a ogni successiva gravidanza.   »

Perché si parla di polipo “sospetto”?

17/01/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Attraverso l'ecografia si può solo "sospettare" la presenza di un polipo all'interno dell'utero, ma per avere la certezza occorre effettuare altre indagini.   »

Integrazione di vitamina D: fino a che età è consigliata?

16/01/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La decisione di continuare a somministrare al bambino la vitamina D anche dopo l'anno di vita va presa con l'aiuto del pediatra curante, che ben conosce i propri piccoli pazienti grazie ai controlli periodici.   »

Fai la tua domanda agli specialisti