Fibrillazione atriale: fra le cause anche il burnout

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 24/02/2020 Aggiornato il 24/02/2020

Il burnout, ossia lo stress da lavoro, può alterare il ritmo cardiaco, fino a causare fibrillazione atriale, una malattia molto pericolosa. Ecco perché

Fibrillazione atriale: fra le cause anche il burnout

Che il burnout sia una condizione dannosa è risaputo da tempo e a maggior ragione da quando, nel maggio scorso, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’ha riconosciuta ufficialmente come disturbo medico. Ora arriva l’ennesima conferma della sua pericolosità. Secondo uno studio durato 25 anni e condotto da un’équipe di ricercatori statunitensi, infatti, aumenta anche il rischio di sviluppare la fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco potenzialmente mortale.

Che cos’è lo stress da lavoro

Il burnout, conosciuto anche come “stress da lavoro”, è un processo stressogeno che colpisce alcuni lavoratori ed è caratterizzato dalla presenza di problematiche fisiche e psicologiche. Chi ne è colpito arriva al punto di “non farcela più”, di essere completamente insoddisfatto e irritato dalla routine lavorativa quotidiana, di sentirsi svuotato e prostrato, di non sopportare più colleghi, clienti e superiori, di diventare aggressivo e, talvolta, di sviluppare una malattia depressiva. Questa problematica non si manifesta quasi mai in modo improvviso, ma è un processo graduale che si sviluppa nel tempo. I primi campanelli di allarme sono spesso sottovalutati perché considerati “normali”. I principali sono: insonnia, cefalea, mal di stomaco, insofferenza per i turni, poca voglia di lavorare.

Scoperto il legame tra burnout e salute del cuore

 Il nuovo studio sulle conseguenze del burnout è stato condotto da un gruppo di studiosi dell’Università della California del Sud e pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology, una rivista dell’European Society of Cardiology (Esc). Ha coinvolto oltre 11mila persone: tutte stressate e in gran parte affette da un vero e proprio burnout. Gli autori, all’inizio della ricerca, hanno indagato anche la presenza di sintomi di aggressività, sl’uso di farmaci antidepressivi e il tipo di supporto sociale su cui potevano contare i vari partecipanti. Per tutto il periodo dello studio i volontari sono stati sottoposti a varie visite e controlli per monitorare le loro condizioni cardiache. Lo scopo era capire se fra rischio di sviluppare la fibrillazione atriale e il burnout ci fosse una relazione.

Perché lo stress altera il ritmo cardiaco

Analizzando i dati raccolti, è emerso che le persone che avevano i livelli più alti di burnout presentavano un rischio maggiore del 20% di sviluppare fibrillazione atriale rispetto a quelli che erano meno o per nulla stressati. Sul perché gli autori hanno provato a fare delle ipotesi. “L’esaurimento è associato a un aumento dell’infiammazione e a una maggiore attivazione della risposta fisiologica allo stress del corpo. Quando questi due elementi vengono innescati in modo cronico possono avere effetti gravi e dannosi sul tessuto cardiaco, che potrebbero alla fine portare allo sviluppo di aritmia” hanno spiegato. Ora serviranno nuove ricerche per fare chiarezza sulla questione, ma comunque questo studio è l’ennesima dimostrazione di come il burnout non vada sottovalutato.

 

Da sapere!

Finora l’associazione tra burnout e fibrillazione atriale non era mai stata indagata, anche se è stato dimostrato che lo stress è un fattore di rischio per le malattie cardiache.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

“Aggiunta” per un neonato: è la soluzione per non farlo piangere?

10/04/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'aggiunta di latte artificiale in un allattato al seno va presa in considerazione solo ed esclusivamente se il bambino non cresce. Diversamente, non è opportuno ipotizzare che pianga perché ha fame.  »

Denti da latte non ben allineati

10/04/2020 Gli Specialisti Rispondono di Prof.ssa Laura Strohmenger

Qualsiasi intervento volto a rendere armonico il rapporto tra le due arcate dentali va preso in considerazione dopo i 3-4 anni di età.  »

Quando è avvenuto il concepimento?

10/04/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il concepimento avviene sempre il giorno dell'ovulazione, tuttavia il rapporto sessuale che lo determina può risalire ai giorni che la precedono, fino a sette.   »

Fai la tua domanda agli specialisti