Fibroma uterino: bisturi addio?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 14/04/2017 Aggiornato il 14/04/2017

Non c’è più solo il bisturi per trattare il fibroma uterino. È disponibile anche un nuovo farmaco rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale che permette di evitare l'intervento chirurgico

Fibroma uterino: bisturi addio?

Il fibroma uterino potrà essere trattato in modo diverso, grazie a un farmaco rivoluzionario specifico, rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale fino a un totale di quattro cicli di cura.

Intervento solo in pochi casi

Questo innovativo farmaco permetterà di tenere sotto controllo il fibroma uterino nel lungo termine, migliorando la qualità di vita delle donne colpite. Soltanto in alcuni casi resterà necessario sottoporsi a intervento chirurgico. Il principio attivo del farmaco, l’ulipristal acetato, blocca il recettore del progesterone nelle cellule dell’utero e quindi evita la riproduzione cellulare che porta a mutazioni del fibroma (motivo per cui si è sempre ricorsi all’intervento chirurgico).    

Ripercussioni sulla qualità della vita

Come sottolinea la dottoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica presso l’ospedale Resnati di Milano, il fibroma uterino peggiora la qualità di vita della donna poiché interferisce negativamente con la quotidianità, la relazione di coppia(), la vita lavorativa e anche la capacità di procreare. Comporta, infatti forti sanguinamenti, dolori accentuati, specie durante i rapporti sessuali e condizione di infertilità.

Risultati dopo 5 giorni

Nel trattamento del fibroma uterino, è fondamentale la diagnosi precoce per poter iniziare la terapia farmacologica il più presto possibile. Infatti, già dopo soli cinque giorni di trattamento, l’ulipristal acetato è in grado di bloccare il sanguinamento riducendo, al contempo, la dimensione del fibroma stesso.

 

 

 

 
 
 

da sapere!

Per usufruire gratuitamente del farmaco in questione è necessario ottenere un piano terapeutico compilato da strutture accreditate con il Servizio sanitario nazionale.

 

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