Food craving, quando il desiderio di cibo diventa malattia

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 25/08/2021 Aggiornato il 25/08/2021

Non è appetito e nemmeno fame, ma solo la necessità di cibi dolci, salati, ricchi di grassi e saporiti. Ecco che cos’è il food craving, una forma di compensazione psicologica

Food craving, quando il desiderio di cibo diventa malattia

Non è appetito, il normale desiderio di alimenti sani che si avverte prima dei pasti. E non è nemmeno fame, quel bisogno intenso di cibo che compare quando si è digiuni da diverse ore. Per capire che cos’è il craving, o più esattamente il food craving, si deve pensare a un insopprimibile desiderio di determinati cibi, possibilmente dolci, grassi, ricchi di sale e di condimenti.

Le cause del food craving

Il termine craving deriva dall’inglese e ha a che fare con le vere e proprie dipendenze da sostanze stupefacenti o da alcolici. Chi ne è soggetto, letteralmente non riesce a fare a meno di queste sostanze e, se non le può assumere, sta male, diventa nervoso e irritabile, preda di una sorta di crisi di astinenza. Lo stesso avviene con il food craving, ma l’oggetto del desiderio, che causa la dipendenza, è il cibo.
Non si sa ancora con sicurezza quali siano le cause che portano alla comparsa di questo disturbo. Secondo qualcuno è dovuto a problemi ormonali e metabolici, mentre per altri si tratta di uno scompenso a livello di neurotrasmettitori come serotonina o dopamina. Queste sostanze sono collegate con la percezione del benessere, dell’appagamento e del senso della fame.
In caso di squilibri, si avverte un’insoddisfazione che porta a cercare benessere nei cibi più gratificanti. Non si esclude però che possa trattarsi di un’esigenza psicologica, anche dovuta allo stress. Dopo aver seguito una dieta particolarmente restrittiva, infine, spesso si avverte il bisogno di consumare gli alimenti vietati, appunto zuccherati, grassi, ricchi di sapore.

I sintomi del craving

Chi è soggetto a food craving ha il pensiero fisso di procurarsi il cibo desiderato a qualunque costo e fatica a dedicarsi ad altro se prima non riesce a soddisfare questa esigenza.
Il disturbo colpisce più spesso i soggetti di sesso femminile rispetto ai maschi e, nei casi più seri, può essere una delle manifestazioni della bulimia o del binge eating, due disturbi alimentari che consistono nel mangiare enormi quantità di cibo senza un criterio, talvolta procurandosi il vomito.
Di solito chi sperimenta il craving verso gli alimenti non resiste alla tentazione di golosità tipo bignè alla crema, cioccolato, dolciumi in generale ma anche pizzette, patatine fritte, snack salati. Una volta che si è riusciti a mangiare il cibo agognato, non ci si sente meglio, anzi: si desidera subito consumarne ancora, in un circolo vizioso.

Come affrontare il problema

Il food craving non va trascurato perché può creare problemi di vario tipo. In primo luogo, causa aumento di peso che, a sua volta, può portare a eccesso di colesterolo e trigliceridi nel sangue, diabete e ipertensione arteriosa. Inoltre la persona vive male, è preda di sensi di colpa, non riesce realmente a concentrarsi su nulla, limita le occasioni sociali per la difficoltà a trattenersi.

È quindi essenziale prendere coscienza che non si tratta di semplice golosità. Sicuramente rivolgersi al medico è il primo passo per escludere che ci siano carenze alimentari o problemi psichiatrici alla base di questo comportamento. Anche parlare con uno psicologo può essere un modo per inquadrare il problema. Esiste comunque una serie di strategie utili da mettere in pratica a casa propria.

I suggerimenti utili

– Evitare le tentazioni. Sapere di avere in casa dolciumi, gelati, sfiziosità di tutti i tipi fa incentrare la mente solo su quello. Quindi, è bene non acquistare questi prodotti, preferendo invece spuntini sani come frutta e cereali integrali.

– Concentrarsi su altro. Quando scatta il desiderio irrefrenabile di cibo, è utile spostare il pensiero su altro, come dedicarsi al giardinaggio, fare un disegno, giocare con il gatto, uscire a fare un giro in bicicletta.

– Controllare lo stress. Se ci si accorge che il pensiero del cibo è collegato con i momenti di ansia o tensione, è importante cercare di tenere a bada queste sensazioni. Ci si può aiutare con la meditazione, lo yoga, il controllo del respiro, semplicemente ascoltando una buona musica e spostando il pensiero su cose piacevoli.

– Non punirsi. Se proprio non si è riusciti a trattenersi, meglio evitare di maturare pensieri negativi e punirsi con un giorno di digiuno. L’unico risultato che si ottiene è peggiorare la percezione di se stessi nel corretto rapporto con il cibo.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Se si hanno problemi di food craving non ci si deve nascondere: è meglio condividerli con il partner, gli amici e i famigliari perché si rendano conto della situazione e forniscano un essenziale supporto.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Gambe sollevate in gravidanza: possono aver danneggiato il bambino?

08/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Durante la gravidanza, quando preoccupazioni che oggettivamente non hanno ragione di sussistere non danno tregua, mantenendo la futura mamma in uno stato ansioso costante, può senz'altro essere opportuno ricorrere all'aiuto di uno psicoterapeuta. Le continue paure ingiustificate possono, infatti, essere...  »

Tosse violenta che non passa in una bimba di 4 anni: qual è la causa?

02/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Anche se di rado, una tosse secca, insistente, che nulla calma può essere dovuta al tappo di cerume: per escludere questa possibilità basta che il pediatra ispezioni accuratamente i condotti uditivi del bambino.  »

Collo dell’utero raccorciato in 25^ settimana: è possibile che torni a posto?

01/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In effetti la cervice può recuperare qualche millimetro, in assenza di contrazioni uterine, quindi non è detto che una minaccia di parto prematuro comporti con certezza la nascita del bambino molte settimane prima rispetto alla data prevista.  »

Si può ridatare la gravidanza una seconda volta?

14/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La ridatazione ecografica può essere eseguita una volta sola nel primo trimestre (quando c'è più di una settimana di differenza tra il calendario ostetrico e le dimensioni effettive del feto), dopodiché se il bambino risulta più piccolo dell'atteso non si può più attribuire il dato a un concepimento...  »

Fai la tua domanda agli specialisti