Funziona il vaccino per il cancro all’ovaio

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 15/06/2018 Aggiornato il 01/08/2018

I risultati dei primi studi sono positivi: il vaccino per il cancro all’ovaio aumenta la sopravvivenza delle donne malate. Ecco come

Funziona il vaccino per il cancro all’ovaio

La notizia è così bella che non sembra vera: il vaccino per il cancro all’ovaio pare funzionare. Questo tipo di cancro è uno dei tumori più subdoli perché ha manifestazioni molto sfumate e poco caratteristiche e perché non è facilmente curabile. Dagli Stati Uniti, però, arrivano buone notizie per le donne malate: si è appena concluso, infatti, uno studio pilota che dimostra l’efficacia del vaccino per il cancro all’ovaio per la sopravvivenza delle donne affette.

Migliora il sistema immunitario

Lo studio che regala buone speranze alle donne con cancro all’ovaio è stato condotto da un team di ricercatori statunitensi, dell’Università della Pennsylvania, ed è stato pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine. Ha coinvolto complessivamente 25 donne, tutte con una diagnosi di tumore alle ovaie avanzato. Alcune di loro sono state trattate con le cure tradizionali, ossia con combinazione di chemioterapia e chirurgia, mentre altre, insieme alle terapie convenzionali, hanno ricevuto il nuovo vaccino personalizzato che stimola e rafforza il sistema immunitario di chi lo riceve. Tutte le partecipanti sono state seguite nel tempo con una serie di esami e indagini.

Come funziona il vaccino

Ma come agisce il vaccino per il cancro all’ovaio? Si tratta di un farmaco in grado di riprogrammare le cellule immunitarie, che così sono in grado di riconoscere il tumore e aggredirlo. Viene prodotto estraendo alcune cellule immunitarie dal sangue della paziente, che vengono poi esposte a tessuto tumorale. Lo scopro è “addestrarle” a identificare e a infiltrarsi nelle cellule cancerose, annientandole.

Grandi risultati

Analizzando i risultati dei test condotti nel corso e dopo la cura, si è visto che il vaccino contro il cancro all’ovaio aumenta sensibilmente le chance di sopravvivenza delle donne. Infatti, nel gruppo trattato con cure tradizionali associate a vaccino, le donne sopravvissute per due anni sono state il 78%, contro il 44% di coloro che hanno solo assunto medicinali. “La combinazione di chemioterapia e chirurgia è lo standard di cura, ma nell’85% dei pazienti la malattia si ripresenta e rimangono poche altre opzioni terapeutiche. Ma è stato dimostrato che circa il 55% delle pazienti con carcinoma ovarico ha una risposta immunitaria spontanea e questa risposta è correlata con una migliore sopravvivenza” hanno commentato gli autori.

 

 

 
 
 

Da sapere

I SINTOMI

Il cancro all’ovaio spesso viene diagnosticato quando è già in forma avanzata perché è asintomatico oppure si manifesta in maniera poco riconoscibile. I campanelli di allarme da non ignorare sono: gonfiore addominale persistente oppure intermittente, necessità di urinare spesso, dolore addominale, inappetenza, perdite ematiche vaginali, variazioni delle abitudini intestinali.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Positiva allo streptococco a qualche settimana dal parto

19/04/2021 Bambino di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui il tampone rivelasse una positività allo streptococco, al momento del parto viene effettuata una profilassi antibiotica per evitare che il bambino venga contagiato dal batterio durante il passaggio all'esterno.  »

Embrione che non si vede alla quinta settimana

16/04/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Fare un'ecografia troppo presto (prima della settima settimana) non serve a nulla e, in più, è causa di grandi spaventi che ci si potrebbe risparmiare se solo si avesse un po' di pazienza.  »

Smettere di allattare e sensi di colpa

27/03/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Le mamme sono specializzate in sensi di colpa, ma forse riuscirebbero a nutrirne di meno se solo acquisissero la consapevolezza che la tristezza e l'ansia che ne derivano non fanno bene alla serenità del bambino.   »

Fai la tua domanda agli specialisti