Hiv: ancora troppi casi in Italia. Giovani a rischio

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 27/09/2016 Aggiornato il 27/09/2016

Il virus dell’Hiv continua a mietere vittime. La malattia è sottovalutata nel nostro Paese, eppure si registano 4.000 nuovi casi ogni anno. In pratica, un nuovo contagio ogni due ore. Pesanti le conseguenze

Hiv: ancora troppi casi in Italia. Giovani a rischio

Si è abbassato il livello di allarme per l’ Hiv rispetto agli anni ’80, quando L’aids mieteva vittime ogni giorno e suscitava il terrore tra i soggetti a rischio e non solo. Eppure il virus dell’Hiv in Italia colpisce ancora una persona ogni due ore.

Non fa più paura

Negli anni ’80 fecero scalpore i casi di tanti attori, musicisti e personaggi noti che annunciarono al mondo di essere affetti dall’aids. Il terrore nei confronti dell’Hiv dilagava, anche perché si susseguivano informazioni diverse sulle modalità di contagio: dalla siringa alla saliva e al sangue e perfino al morso della zanzara. Ora la paura è diminuita, con conseguente abbassamento della soglia di attenzione e prevenzione nei confronti della malattia.

4.000 nuovi casi all’anno

Eppure, in Italia sono oltre 120 mila le persone che convivono con l’Hiv. E ogni anno si registrano 4.000 nuovi casi, soprattutto tra i giovani, e di questi il 60% è scoperto in una fase tardiva dell’infezione. La Lombardia è una delle regioni più colpite, con circa 20 mila persone sieropositive, insieme a Lazio, Emilia Romagna e Liguria.

Prima causa sesso non protetto

Secondo il bollettino del Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità, la maggioranza delle nuove diagnosi d’infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’84,1% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 43,2%, maschi omosessuali 40,9%). Il 27,1% delle persone positive all’Hiv nella Penisola è di nazionalità straniera. Sul fronte della prevenzione arrivano cattive notizie: il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test Hiv e il 5% delle persone che vivono con il virus non l’ha mai detto al proprio partner. Quattro malati su dieci non confidano la sieropositività ai familiari e il 74% non ne fa cenno al lavoro.

 

 
 
 

da sapere!

Intervenire prontamente in caso di contagio permette di tenere sotto controllo la malattia ed evitare nuovi casi. 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Pancione: quali traumi (urti, colpi, pressioni) possono danneggiare il bambino?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Qualsiasi trauma addominale che provoca dolore deve essere sottoposto velocemente all'attenzione di un medico del pronto soccorso ostetrico.   »

Risvegli notturni dopo mesi di sonno tranquillo

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Può capitare che a nove mesi inizino i risvegli notturni: possono esserne corresponsabili l'ansia da separazione e la dentizione.   »

Bimbo “atopico”: quali accorgimenti per controllare l’eczema?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

La detrmatite atopica è una malattia cronica che va trattata con i farmaci (in particolare, creme cortisoniche) e controllata mettendo in pratica alcune strategie relative allo stile di vita.  »

Feto con un ventricolo cerebrale lievemente più grande

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

Se le dimensioni dei ventricoli cerebrali sono maggiori dell'atteso, ma non superiori ai quelle ritenute normali non si è autorizzati a pensare a una patologia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti