Ictus: le donne sono più a rischio

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 13/04/2018 Aggiornato il 13/04/2018

Le donne sono più vulnerabili ai fattori di rischio comuni e ne presentano anche di specifici. Ecco perché l’ictus è più comune nel sesso femminile

Ictus: le donne sono più a rischio

A dispetto di quanto si crede comunemente, non è il sesso maschile quello più a rischio a livello cardiovascolare. Sono le donne a essere più esposte alle malattie cardiocircolatorie, in particolare all’ ictus: basti pensare che negli Stati Uniti questa patologia rappresenta la terza causa di morte per il sesso femminile. La conferma arriva da alcuni studi, soprattutto del Brigham and Women’s Hospital di Boston, pubblicati sulla rivista medica Stroke.

Hanno fattori di rischio specifici

Ma per quali ragioni le donne sono più vulnerabili all’ ictus? Innanzitutto, perché presentano fattori di rischio specifici e aggiuntivi rispetto agli uomini. In particolare, sono più soggette alla malattia le donne che hanno avuto uno sviluppo precoce (primo ciclo prima dei 10 anni), con una menopausa precoce (prima dei 45 anni) e quelle che durante la gravidanza hanno avuto complicanze come il diabete e la pre-eclampsia (gestosi). Anche l’assunzione di ormoni estrogeni o della pillola anticoncezionale, la carenza dell’ormone DHEAS (un ormone androgeno), aborti spontanei plurimi e/o parti pretermine, patologie autoimmuni, trattamenti chemioterapici e/o radioterapici per tumore alla mammella sono condizioni predisponenti.

Sono curate peggio degli uomini

Inoltre, i fattori di rischio comuni non svolgono lo stesso ruolo nei due sessi. Per esempio, la pressione alta, secondo alcuni recenti studi, sembrerebbe più nociva nelle donne, aumentando potenzialmente il numero di malattie cardiovascolari e la relativa gravità. Ma anche fumo, diabete, obesità ed emicrania potrebbero essere più pericolosi per lei che per lui. Infine, c’è da considerare che nella malattia uomini e donne non vengono considerati uguali, ma spesso c’è una disparità di trattamento nei due sessi che potrebbe portare a una prevenzione peggiore dell’ ictus nelle donne. Per esempio, sembra che in caso di colesterolo alto, agli uomini vengano prescritte più spesso le statine rispetto alle donne.

Sì ai controlli

Ecco perché è importante che le donne che presentano anche solo uno di questi fattori di rischio, sebbene apparentemente sane, si sottopongano a controlli. Ci si può rivolgere al proprio medico di famiglia, a un cardiologo o a centri specifici. Per esempio, a Milano da pochi mesi è stato inaugurato il primo centro dedicato interamente al cuore femminile: il “Monzino Women”, creato all’interno del Centro cardiologico Monzino, con l’apposito scopo di sensibilizzare e accompagnare le donne in un percorso specifico di prevenzione, diagnosi precoce e cura nelle malattie cardiovascolari.

 

 

Lo sapevi che?

Anche gli esiti dell’ ictus sono diversi nei due sessi: a distanza di un anno dall’evento, le donne presentano più limitazioni fisiche dei maschi e più depressione.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Dubbi sulla lunghezza della circonferenza cranica
15/07/2019 Gli Specialisti Rispondono

La valutazione dell’andamento della crescita del cranio è un dato molto importante nel primo anno di vita e deve essere confrontato con il peso, la lunghezza e più genericamente con lo sviluppo globale del bambino.  »

Bebè con muscoli del collo deboli: che fare?
12/07/2019 Gli Specialisti Rispondono

Ci sono semplici esercizi che possono irrobustire il collo del lattante.   »

Quanto peserà il mio bambino?
21/06/2019 Gli Specialisti Rispondono

L'ecografia fornisce una stima del peso del bambino, che va considerata con prudenza in quanto il margine di errore in più o in meno è circa del 10 per cento. Indicare quanto peserà esattamente il bambino alla nascita non è dunque possibile.   »

Fai la tua domanda agli specialisti