Infarto: mortalità triplicata a causa del coronavirus

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 28/05/2020 Aggiornato il 28/05/2020

Il Centro Cardiologico Monzino di Milano lancia l’allarme: i pazienti arrivano in condizioni sempre più gravi, perché la paura del virus spinge a rimandare l’accesso alle strutture ospedaliere

Infarto: mortalità triplicata a causa del coronavirus

Dall’inizio dell’emergenza da coronavirus sono diminuite del 40% le procedure salvavita di cardiologia interventistica per infarto acuto e la mortalità è quasi triplicata: se la tendenza dovesse persistere, supererà di gran lunga quella direttamente associata alla pandemia. Sono dati basati sull’esperienza clinica del Centro Cardiologico Monzino in epoca coronavirus, che confermano quelli internazionali.

Si rischia la vita per paura del contagio

I pazienti molto spesso arrivano in ospedale in fase di malattia avanzata e in condizioni talmente compromesse da richiedere interventi più complessi e rischiosi e meno efficaci. Il perché risulta molto chiaro in tutti i Paesi maggiormente colpiti dalla pandemia da Covid-19, come la Spagna e gli Stati Uniti: il coronavirus, che non sembra avere un ruolo primario nell’infarto, spinge però le persone a rimandare l’accesso in ospedale per paura del contagio. Purtroppo però questo ritardo è deleterio e spesso fatale, perché impedisce trattamenti tempestivi e nell’infarto il fattore tempo è cruciale. Il Monzino, insieme ad altri ospedali e società scientifiche italiane e internazionali, dopo aver osservato il calo degli accessi al Pronto soccorso, ha già lanciato un appello a non rimandare le cure. 

Ospedali attrezzati contro i rischi

Giancarlo Marenzi, responsabile della Unità di Terapia Intensiva Cardiologica del Monzino, conferma che dall’inizio della pandemia i pazienti arrivano in ospedale in condizioni sempre più gravi, spesso già con complicanze aritmiche o funzionali, che rendono molto meno efficaci le terapie salvavita  come l’angioplastica coronarica primaria. I dati di mortalità legata a questo calo hanno sollecitato i medici a ripetere con più forza: per evitare il coronavirus non si deve rischiare di morire di infarto. 

La paura di recarsi in ospedale è un problema che permane anche se i centri altamente specializzati o monospecialistici, come appunto il Monzino, si sono da subito organizzati per proteggere i pazienti dall’infezione da Covid-19; probabilmente i pazienti non sono pienamente consapevoli di quanto è stato fatto per proteggerli e continuano a essere intimoriti dalla pressione esercitata dal virus sul sistema ospedaliero nel suo insieme.

 

 

 
 
 

Da sapere!

I centri cardiologici d’eccellenza sono riusciti a mantenere gli standard delle cure salvavita per l’infarto, nonostante il Covid-19.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Pancione: quali traumi (urti, colpi, pressioni) possono danneggiare il bambino?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Qualsiasi trauma addominale che provoca dolore deve essere sottoposto velocemente all'attenzione di un medico del pronto soccorso ostetrico.   »

Risvegli notturni dopo mesi di sonno tranquillo

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Può capitare che a nove mesi inizino i risvegli notturni: possono esserne corresponsabili l'ansia da separazione e la dentizione.   »

Bimbo “atopico”: quali accorgimenti per controllare l’eczema?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

La detrmatite atopica è una malattia cronica che va trattata con i farmaci (in particolare, creme cortisoniche) e controllata mettendo in pratica alcune strategie relative allo stile di vita.  »

Feto con un ventricolo cerebrale lievemente più grande

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

Se le dimensioni dei ventricoli cerebrali sono maggiori dell'atteso, ma non superiori ai quelle ritenute normali non si è autorizzati a pensare a una patologia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti