Infezioni sessuali in crescita e con il Covid-19 si teme il peggio

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 22/09/2020 Aggiornato il 22/09/2020

L’Istituto superiore di Sanità lancia l’allarme circa l’aumento vertiginoso delle infezioni sessuali, e avverte: con il calo delle visite diagnostiche derivato dai minori accessi in ospedale causa Covid-19, si rischia un’ulteriore impennata

Infezioni sessuali in crescita e con il Covid-19 si teme il peggio

Negli ultimi tre decenni le malattie infettive trasmesse sessualmente hanno visto una crescita preoccupante. A rivelarlo sono i dati trasmessi dall’Istituto superiore di Sanità (Iss). Oltre all’apprensione per una crescita delle infezioni sessuali, che sembra non volersi placare, gli esperti temono un peggioramento derivato dalla peculiare situazione dettata dal Covid-19.

I rischi delle malattie infettive trasmesse sessualmente

C’è da premettere che le malattie infettive che si trasmettono sessualmente presentano numerose problematiche: possono essere a lungo silenti e asintomatiche, e rischiano di trasformarsi in patologie croniche, anche con gravi complicanze a lungo termine. Se non prese in tempo, il rischio di convivere con delle infezioni sessuali è quello di andare incontro a sterilità e, nelle donne, a molte delle problematiche che mettono a rischio il concepimento: dal parto pretermine all’aborto, fino ai danni diretti al feto e al tumore dell’utero.

Uno studio lungo 28 anni

I dati elaborati sul tema infezioni sessuali dal Centro Operativo Aids (Coa) dell’Iss parlano chiaro e non sono certo confortanti: +40% di infezioni sessuali dal 1991 (primo anno di monitoraggio da parte dell’Iss) al 2018, con una curva di crescita allarmante, specie dopo il 2000. In particolare, nei quasi trent’anni di monitoraggio, le nuove infezioni derivate da clamidia sono state 9.094, con un picco di 781 nuovi casi nel 2018. Nei giovani tra i 15 e i 24 anni le infezioni hanno un’incidenza tripla rispetto alle persone più grandi e, proprio per la fascia 15-24, nel 2018 si è assistito a un incremento del 30% rispetto all’anno precedente.

Non solo Hiv

Passando alle altre tipologie di infezioni sessuali, i casi di gonorrea sono raddoppiati negli ultimi tre anni di indagine. Per la sifilide occorre invece fare una diversificazione in base alle preferenze sessuali di ognuno: negli eterosessuali, senza distinzione di genere, dal 2000 al 2018 i casi sono raddoppiati; negli uomini omosessuali, che sono invece la categoria più colpita, i casi di sifilide sono addirittura decuplicati. L’Hiv è in diminuzione. In questo caso, occorre però tenere presente che nel 2018, a chi era stata confermata un’infezione trasmessa sessualmente, il rischio di essere affetti anche da Hiv era 50 volte superiore.

Concomitanza rischiosa

In tutta questa situazione, spiegano gli esperti, si inseriscono e preoccupano la pandemia da Covid-19 e la paura di recarsi in ospedale. Infatti, dal lockdown si è registrato un drastico calo delle prestazioni diagnostiche in ospedale che, associato alla crescita dei casi di infezioni degli ultimi anni non può certo far dormire sonni tranquilli. Una condizione da monitorare attentamente e che rischia di portare effetti negativi anche lungo termine, sia per le persone che l’infezione ce l’hanno, e magari non ne sono consapevoli, sia per chi le frequenta.

Uno zero che preoccupa

A confermare la preoccupazione degli esperti anche lo zero alla voce “casi di sifilide dopo il 9 marzo 2020” rivelato dai ricercatori del Centro di Malattie a Trasmissione Sessuale dell’Irccs del San Gallicano di Roma nello studio pubblicato sul British Medical Journal Sexually Transmitted Infections . Certo, il Covid-19 ha ridotto i rapporti sessuali occasionali e con essi i casi di infezione, ma quello zero suona come un enorme campanello d’allarme che, visto il concomitante stato di emergenza sanitaria, sembra prefigurare come possano esserci molti casi non individuati per il rinvio delle visite causato dalla pandemia.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Il Covid-19 ha portato anche a un calo delle vaccinazioni nei bambini, ma è importante rispettare il calendario vaccinale anche durante l’emergenza.

 

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