A cura di Miriam CestaPubblicato il 26/03/2019Aggiornato il 26/03/2019
L'inquinamento dell'aria, oltre a sortire effetti dannosi su cuore e polmoni, peggiora le funzioni cerebrali e aumenta il rischio di demenza
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Più alberi e piante, cervello più in forma. Non solo fa bene ai polmoni e all’apparato respiratorio: vivere vicino ad aree verdi, dove l’aria è più pulita, riduce anche gli effetti negativi dello smog sulle funzioni cerebrali. A fare il punto sugli effetti negativi dell’ inquinamento dell’aria in relazione alle prestazioni cognitive sono stati allergologi ed esperti riuniti a Milano per il seminario internazionale ‘RespiraMi 3: Air Pollution and our Health’, promosso dalla Fondazione Irccs Policlinico e dalla Fondazione internazionale Menarini.
Funzionalità cerebrale ridotta
Gli allergologi spiegano che l’esposizione all’aria inquinata fin dal periodo fetale risulta associata, oltre che a una vasta gamma di problemi per la salute che vanno dalle malattie cardiovascolari ad asma e allergie, anche a performance cerebrali peggiori e a un maggior rischio di sviluppare più in là negli anni una forma di demenza. “Un numero sempre maggiore di studi indica che l’ inquinamento dell’aria, che ogni anno in Italia uccide prematuramente oltre 80mila persone per via dei suoi effetti dannosi sull’apparato respiratorio e sul sistema cardiovascolare, è deleterio anche per la funzionalità cerebrale”, spiega Sergio Harari, direttore dell’Unità operativa di Pneumologia dell’ospedale San Giuseppe di Milano e presidente del seminario.
Capacità matematiche e di linguaggio
Da un’ampia ricerca condotta su circa 25mila cinesi è anche emerso che le capacità matematiche e di linguaggio risultano ridotte nelle persone che vivono in aree in cui l’ inquinamento dell’aria è elevato. “Quanto più si è esposti allo smog, tanto più con l’andare degli anni peggiorano le abilità cognitive necessarie a svolgere i test, soprattutto negli uomini e in chi appartiene a fasce socioculturali svantaggiate”, spiega Harari.
Sale il rischio di Alzheimer
“Altri dati – conclude lo studioso – confermano che lo smog si associa a un peggioramento delle capacità cognitive a ogni età, con un aumento nei soggetti più anziani del rischio di demenze e Alzheimer l’associazione è particolarmente evidente con alcuni inquinanti derivanti dal traffico stradale, come ossidi di azoto e particolato fine”.
Lo sapevi che?
Anche gli ambienti chiusi possono essere caratterizzati da aria malsana: contro benzene, ammoniaca e xilene, principali sostanze inquinanti presenti in scuole, case e uffici, gli esperti consigliano l’uso di piante “anti-smog” come ficus, edera e gerbera.
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