Insufficienza cardiaca: camminare previene il rischio

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 13/09/2019 Aggiornato il 13/09/2019

Una ricerca americana ha dimostrato che camminare o fare attività fisica ogni giorno protegge il cuore e riduce la possibilità di sviluppare insufficienza cardiaca. Ecco perché

Insufficienza cardiaca: camminare previene il rischio

In un nuovo studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology: Heart Failure, un team di ricercatori dell’Università di Buffalo ha dimostrato che 30-45 minuti di attività fisica giornaliera, e in particolar modo di camminata, potrebbero ridurre del 9% il rischio di insufficienza cardiaca.

La ricerca statunitense sulle donne

Sono state esaminate le informazioni relative all’attività fisica di 137.303 donne, partecipanti alla Women’s Health Initiative (WHI), uno studio statunitense del National Institute of Health cominciato nei primi anni ’90 che ha prodotto importanti risultati sui principali problemi di salute che causano morte e malattie. Il team si è concentrato su un sottogruppo di 35.272 donne che soffriva di scompenso cardiaco, una sindrome che si manifesta quando il cuore non è in grado di pompare sangue in maniera sufficiente alle necessità dell’organismo.

Conta più il tempo dell’intensità

I risultati hanno confermato che l’incidenza dell’insufficienza cardiaca diminuiva con l’aumento dell’attività fisica in termini di tempo. Le partecipanti con i più alti livelli di attività fisica facevano registrare il 35% in meno delle probabilità di avere problemi cardiaci. Secondo l’autore dello studio, Michael LaMonte, ciò suggerisce che non è l’intensità dell’esercizio fisico, bensì il tempo che gli si dedica che può aiutare a prevenire l’insufficienza cardiaca.

Una condizione pericolosa

L’insufficienza cardiaca è un problema molto comune con l’avanzare dell’età; si può sviluppare sia in seguito a un infarto, a causa del danno al muscolo cardiaco, sia in concomitanza di altre malattie come la pressione alta o il diabete. Può essere più o meno grave a seconda dei casi, ma in ogni caso il cuore non pompa bene il sangue e ciò può portare a diversi rischi. Poiché questa sindrome è molto più comune dopo i 60 anni e il suo trattamento è o costoso, la possibilità di prevenirne lo sviluppo promuovendo l’attività fisica potrebbe avere un impatto importante sull’intero carico di questa malattia in una società che invecchia sempre di più.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Spesso si pensa che camminare sia un’attività fisica troppo blanda o non tale da apportare benefici significativi in termini di salute. Al contrario  in questo caso il dispendio energetico è equiparabile a quello di altri tipi di esercizio fisico.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti