Italiani a rischio cardiovascolare, ma solo tre su dieci prendono i farmaci prescritti

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 13/12/2019 Aggiornato il 13/12/2019

Le malattie cardiovascolari sono tra le prime cause di morte in Europa. Possono essere contrastate attraverso l’utilizzo di farmaci, ma solo tre italiani a rischio su dieci rispetta la prescrizione dei medici

Italiani a rischio cardiovascolare, ma solo tre su dieci prendono i farmaci prescritti

Le malattie cardiovascolari mettono a repentaglio la vita di molte persone. In Italia, già dopo i 45 anni, rappresentano la principale causa di ospedalizzazione. I moderni farmaci permettono di contrastare il problema allungando l’aspettativa di vita di chi convive con questi problemi. Purtroppo, però, solo tre italiani a rischio cardiovascolare su dieci assumono i farmaci loro prescritti.

La fotografia della situazione

È quanto emerge da un’indagine della Fondazione italiana per il Cuore  (Fipc), che sottolinea come solo il 30% degli italiani che convivono con malattie cardiovascolari prenda effettivamente i farmaci prescritti dal medico. In particolare, la metà degli italiani a rischio assume farmaci solo saltuariamente, mentre oltre il 50% non ha modificato il proprio stile di vita pur sapendo che il rischio cardiovascolare mette a repentaglio la propria vita.

Ricadute economiche

Come sottolineato dalla presidente Fipc Emanuela Folco, occorre informare i pazienti dei rischi che le malattia cardiovascolari comportano. Basti pensare, ricorda il presidente di Conacuore Giuseppe Ciancamerla, che il 70% degli italiani che hanno avuto un problema legato a malattie cardiovascolari dichiara di aver avuto ripercussioni importanti sulla propria qualità di vita, anche in tema di benessere psicologico. Ben un quarto delle persone che hanno vissuto un evento cardiovascolare è stato costretto a ridurre, o addirittura abbandonare, il posto di lavoro. Il tutto, con relative ripercussioni a livello economico e sociale.

Un piano salva-cuore

Per contrastare il fenomeno, la Fipc avvierà probabilmente dal prossimo marzo un’indagine denominata “Il cuore batte nel web”, che mira ad analizzare le principali fonti di informazioni dai pazienti. Nel 70% dei casi, le ricerche partono proprio dal web. Attraverso internet, spiega la direttrice di Primary Market Research, Iqvia Italia Isabella Cecchini, gli italiani si informano e condividono le proprie esperienze. Sarà importante intercettare questi canali e comprendere come migliorarli per renderli più sicuri e proattivi in tema di malattie cardiovascolari. Detto ciò, il medico di base si conferma interlocutore privilegiato. È da lui, infatti, che ben otto italiani su dieci si aspettano informazioni e suggerimenti preventivi.

Anche la scarsa informazione uccide

Come sottolineato dagli esperti, risulta difficile comprendere i meccanismi che portano i pazienti ad alto rischio cardiovascolare a non volersi sottoporre alle cure. Sicuramente un ruolo rilevante lo gioca la scarsa informazione. Occorre, infatti, prevenire informando al meglio i pazienti circa i rischi che si corrono sottovalutando le malattie cardiovascolari. La situazione non migliora nemmeno in ambito europeo e ciò ha portato l’European Heart Network  e la European Society of Cardiology a lanciare un appello al nuovo Commissario europeo per la Salute, Stella Kyriakides.

Europa malata di cuore

Il comunicato sottolinea come sia fondamentale sviluppare un piano d’emergenza contro le malattie cardiovascolari. Attraverso azioni mirate, occorre restituire maggiore chiarezza e alzare il livello di attenzione sul tema. L’Unione Europea non può trascurare quella che oggi è tra le principali cause di morte a livello continentale. Occorre sostenere la ricerca e stanziare fondi adeguati. In Europa sono ben 49 milioni le persone che convivono con problemi cardio o cerebro vascolari. Sono, inoltre, più di 1,8 milioni i decessi derivati ogni anno da queste patologie. Se, a tutto ciò, si sommano i 210 miliardi di euro sostenuti dal sistema sanitario a livello europeo, è chiaro come il problema sia anche di natura economica.

 

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Migliorare i canali informativi aiuterà i processi di prevenzione. L’obiettivo è quello di innalzare il livello di consapevolezza della popolazione circa i rischi della malattie cardiovascolari.Imposta immagine in evidenza

 

Fonti / Bibliografia

  • Home - European Heart NetworkWe are the European Heart Network We play a leading role in the prevention and reduction of cardiovascular diseases, in particular heart disease and stroke. EHN Strategic Plan 2023-2030 Europe's Cardiovascular Health Opportunities: Leadership for Change Discover our new Strategic Plan EHN Members EHN has members across Europe. EHN members are national heart foundations and
  • European Society of CardiologyThe European Society of Cardiology (ESC) is an independent, nonprofit organisation aiming to reduce the burden of cardiovascular disease.
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