Lavorare di notte aumenta il rischio cardiovascolare nelle donne

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/08/2015 Aggiornato il 11/08/2015

Lavorare di notte per molti anni mette in serio pericolo il cuore delle donne, aumentando il rischio cardiovascolare. Ecco perché

Lavorare di notte aumenta il rischio cardiovascolare nelle donne

Chi lavora di notte non rischia solo di subire alterazioni del ritmo sonno-veglia, e in generale dell’orologio biologico, e di avere difficoltà a condurre una vita sociale normale. Anzi, il vero pericolo sarebbe rappresentato dal rischio cardiovascolare, specialmente nel sesso femminile e specialmente se si lavora al buio per molti anni. A confermare questo dato, che impone una riflessione a tutte le lavoratrici impegnate in professioni con turni notturni, è stato un recente studio americano, condotto da un gruppo di esperti della prestigiosa Harvard School of Medicine.

Uno studio su quasi 80 mila donne

Gli esperti della rinomata università americana hanno analizzato i dati emersi da uno studio decennale molto ampio effettuato sulla salute delle donne. Si tratta del Nurses’ Health Study (NHS), che è durato oltre un ventennio e ha coinvolto ben 74.862 donne. In particolare, sono state esaminate le informazioni relative alla salute delle donne che svolgevano professioni che le costringevano a lavorare spesso di notte. Lo scopo era capire se i turni potessero avere un’influenza sullo stato di benessere, in particolare sul rischio cardiovascolare.

Più turni si fanno e più i pericoli aumentano

L’analisi dei risultati ha confermato che effettivamente lavorare di notte non è salutare per cuore e circolazione. Si è visto che se si sceglie di lavorare per troppi anni di notte, il rischio cardiovascolare aumenta e, con esso di pari passo, anche il tasso di mortalità. Più precisamente, svolgere turni di lavoro notturno per più di cinque anni consecutivi, nelle donne, aumenta il tasso di mortalità dell’11% e ha un impatto ancora più negativo sul rischio di mortalità per malattie cardiovascolari che aumenta del 19%.

Turniste a rischio

La situazione è ancora più preoccupante per quelle donne che hanno passato gran parte della loro vita a lavorare di notte. Infatti, per le lavoratrici che hanno fatto le turniste per più di 15 anni il tasso di mortalità per malattie del sistema cardiovascolare tocca quota 23%. In particolare, la malattia che sembra presentarsi con maggiore frequenza nelle donne che lavorano durante la notte e non di giorno è la cardiopatia ischemica.

In che modo i turni incidono sulla salute

Ma perché i turni sono così dannosi? Gli autori hanno ipotizzato che il lavoro notturno accresca il rischio cardiovascolare perché interferisce negativamente con il normale ciclo del sonno, modificando gli equilibri fisiologici della persona. Le lavoratrici notturne, inoltre, possono essere maggiormente esposte al rischio disturbi del sonno, depressione e stress. Infatti, lavorando di notte, la quantità e la qualità del riposo, forzatamente diurno, ne risente.

 

 

 
 
 

In breve

LO STILE DI VITA SANO PROTEGGE LA SALUTE

Per non alzare ulteriormente il rischio cardiovascolare, è bene che le donne che lavorano di notte limitino il più possibile gli altri fattori predisponenti, per esempio rinunciando al fumo, praticando attività fisica e seguendo una dieta sana.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Latti vegetali: si possono dare a un bimbo di 12 mesi in alternativa al latte vaccino?

23/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

I latti vegetali, quelli che si trovano negli scaffali del supermercato, a base per esempio di avena o soia o cocco, hanno composizione e calorie non in linea con le raccomandazioni delle società scientifiche, quindi non vanno bene per i bambini piccoli.  »

Stipsi in gravidanza: si può usare la magnesia?

23/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La magnesia si può utilizzare occasionalmente in caso di stitichezza conclamata, tenendo comunque presente che in gravidanza l'attività intestinale rallenta e che, se le feci non sono particolarmente dure, si può anche attendere l'evacuazione spontanea, magari aiutandosi con un microclisma.   »

Betabloccanti: si possono assumere in gravidanza?

23/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

I beta-bloccanti andrebbero sospesi entro la 12^ settimana di gravidanza e non perché causino malformazioni, ma in quanto possono interferire sui meccanismi grazie a cui il feto si adatta all'ipossia senza correre rischi.   »

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti