L’insonnia si eredita da mamma e papà

Pamela Franzisi A cura di Pamela Franzisi Pubblicato il 30/05/2019 Aggiornato il 30/05/2019

Uno studio americano ha dimostrato che l’insonnia si eredita e che è anche correlata geneticamete ai disturbi psichici e del metabolismo. Ma questo non deve essere un alibi per stili di vita scorretti

L’insonnia si eredita da mamma e papà

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che chi soffre di disturbi del sonno può lamentare anche ansia e problemi d’umore. Inoltre, l’insonnia può presentarsi come conseguenza di una malattia psichiatrica innescando un circolo vizioso che compromette la qualità della vita. Questa condizione, però, spesso si eredita, come dimostra un recente studio.

Da padre in figlio

L’insonnia si eredita. Se papà o mamma soffrono di disturbi del sonno è molto probabile che i figli ne soffrano a loro volta. Non si tratterebbe solo di cattive abitudini che si apprendono in famiglia, ma di trasmissione tramite geni. E questi geni hanno a che fare con il sonno ma anche con disturbi psichiatrici e problemi di metabolismo. Una ricerca dell’Università di Exeter e del Massachusetts general hospital (Mgh) ha individuato 57 loci genici (la posizione di un gene in un cromosoma) legati all’insonnia, esaminando i risultati legati a 450mila persone, custoditi dalla Biobanca del Regno Unito.

E genetiche anche le malattie correlate

Proprio perché i geni che possono provocare l’insonnia sono vari e legati anche a tratti psichiatrici e metabolici, si pensa che esista una correlazione tra disturbi del sonno e malattie croniche, sia psichiatriche, come ansia e depressione, che organiche, come il diabete di tipo 2. I geni dell’insonnia sembrano regolare, inoltre, anche le emozioni e lo stress, confermando il legame tra predisposizione al sonno e altre variabili che lo influenzano. In questo contesto, è ancora più importante mantenere un corretto stile di vita per compensare le variabili genetiche.

 

 

ATTENZIONE!

La difficoltà ad addormentarsi è scritta nel nostro Dna. Ciò non significa, però, che lo stile di vita non sia fondamentale, anzi, ancora più importante per compensare la predisposizione genetica.

 

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