Lombalgia: non trascurarla, sennò peggiora

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 04/05/2016 Aggiornato il 04/05/2016

Fino a 10 milioni gli episodi annuali di lombalgia. Non è un semplice sintomo: può essere un campanello d’allarme. Ecco tre segnali da non sottovalutare mai

Lombalgia: non trascurarla, sennò peggiora

La lombalgia è un sintomo diffuso e peggiora con l’età. In Europa e Nord America 8 persone su 10 ne hanno sofferto almeno una volta nella vita, costringendoli ad assentarsi dal lavoro o a rinunciare allo sport, agli hobby personali e ai passatempi in famiglia.

Incide pesantemente sulla qualità della vita

La situazione non migliora fuori dai confini italiani. Negli Stati Uniti, il mal di schiena è la causa più comune di assenza dal lavoro per le persone al di sotto dei 45 anni, la seconda ragione più frequente per le visite dal medico, la quinta per ammissione in ospedale e la terza causa più comune di procedure chirurgiche. Determina una media di 28,6 giorni di assenza per malattia ogni 100 lavoratori. In Gran Bretagna si registra una media di 32,6 giorni di malattia: il 4% dei malati cambia ogni anno lavoro per patologie della colonna vertebrale. Nei Paesi scandinavi la media di giorni di assenza è di 36 per 100 lavoratori.

Peggiora con l’età

La lombalgia è il primo stadio di una patologia degenerativa, legata al naturale invecchiamento della colonna vertebrale, dovuto al tempo che passa. Intervenire subito consente di adottare strategie terapeutiche conservative, atte a rallentare il declino delle strutture scheletriche, e consente un miglioramento quasi immediato dei sintomi. Se non si interviene prontamente, invece, con gli anni la situazione tende a peggiorare sempre di più e il disturbo diventa irreversibile.

Attenzione ai campanelli d’allarme

Siccome la lombalgia è un sintomo diffuso e peggiora con l’età, intervenire presto è importante affinché la situazione non degeneri. Il primo passo è riconoscere subito i sintomi e non trascurarli. Ecco i campanelli d’allarme: restare bloccato con un forte mal di schiena per uno-due giorni, avvertire un dolore che si estende alla gamba (significa che ha colpito il nervo sciatico: in questo caso si richiede un antidolorifico e l’intervento del medico il prima possibile), oppure dolori sordi che si acutizzano improvvisamente (in questo caso si tratta già di lombalgia cronica). 

 

 
 
 

In breve

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Secondo gli Istituti di medicina del lavoro, le patologie croniche del rachide (la colonna vertebrale) sono la prima ragione nelle richieste di parziale non idoneità al lavoro. Tra i 7 e i 10 milioni di italiani  annualmente hanno episodi di lombalgia, con una media di 3 giorni all’anno richiesti per il riposo, per un totale di 30 milioni di ore di lavoro perse.

 

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