Mal di schiena da smart working? Curalo così

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 15/07/2020 Aggiornato il 15/07/2020

Il 72% dei lavoratori soffre di lombalgia, una condizione che la recente emergenza non ha fatto che accentuare. Per contrastare le patologie da smart working, gli esperti suggeriscono dieci semplici accorgimenti

Mal di schiena da smart working? Curalo così

Ben 7 lavoratori su 10 soffrono di lombalgia o altre patologie legate allo smart working. Esistono però alcuni semplici rimedi per contrastare queste patologie. Dal fare brevi pause ogni mezz’ora di lavoro al compiere esercizi di mobilità muscolare, gli esperti suggeriscono dieci accorgimenti per uscire indenni dalle lunghe giornate passate a lavorare in postazioni improvvisate e poco ergonomiche.

Postazioni poco ergonomiche

Obbligate in casa dall’emergenza coronavirus, milioni di persone si sono trovate costrette a improvvisare pseudo-uffici e poco funzionali postazioni di lavoro improvvisate tra le mura domestiche. Una condizione che mal si coniuga alle ottimali norme di ergonomia che ogni ufficio dovrebbe rispettare, e che rischia di causare disturbi anche gravi. Dieci semplici accorgimenti aiutano però a prevenire l’insorgere e l’acutizzarsi delle patologie da smart working, dalla lombalgia ai problemi della vista.

Problemi per 7 lavoratori su 10

Il recente regime di smart working a cui milioni di persone sono costrette ad adattarsi porta con sé l’accentuarsi di patologie posturali. Stando a una recente indagine dell’Organizzazione mondiale della Sanità pubblicata, ben il 72% dei lavoratori ha ammesso disturbi posturali come la lombalgia. Una condizione che il regime di quarantena non ha fatto che accentuare. Stesso discorso per il cosiddetto tech neck, che crea disturbi a chi tiene per troppo tempo il capo chinato su pc e smartphone. 

La prevenzione parte dal cibo

Per prevenire le patologie da smart working, che a lungo andare rischiano di assumere le sembianze di una vera e propria emergenza dentro l’emergenza, gli esperti suggeriscono dieci semplici rimedi. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, la prevenzione inizia a tavola, attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata si combattono infatti gli effetti della sedentarietà. Prediligere fibre, frutta e verdura aiuta infatti ad allontanare il rischio di sovrappeso e permette di lavorare meglio.

Una postazione comoda

Sposandosi dalla tavola alla scrivania, il primo consiglio degli esperti è quello di munirsi di sedie ergonomiche che sostengano in modo adeguato la zona lombare. Occorre poi una postazione di lavoro adeguata con schermo all’altezza degli occhi e una seduta che permetta di tenere le braccia appoggiate sulla scrivania, favorendo il giusto distanziamento tra i polsi. Evitiamo dunque di lavorare sulla poltrona o sul letto. Fondamentale inoltre tenere sempre a portata di mano una bottiglietta d’acqua, per idratarsi al meglio, regolare la temperatura corporea e favorire la digestione e l’eliminazione delle tossine in eccesso. Ricordiamo, poi, di prenderci una pausa (anche breve) ogni trenta minuti di lavoro e di svolgere esercizi di allungamento e mobilità muscolare.

La giusta routine

Impostata al meglio la scrivania, anche avere una corretta routine quotidiana ci aiuta a contrastare i disturbi derivati dallo smart working. Cerchiamo dunque di regolarizzare  il più possibile ritmi e orari per trovare il corretto equilibrio. Un aiuto arriva inoltre da un sonno sano. Assumere la corretta postura a letto permette di riposare meglio e innalza i livelli di concentrazione e produttività. Gli esperti consigliano di dormire in posizione supina con un cuscino sotto le gambe, oppure sul fianco tenendo un cuscino tra le gambe. Un valido aiuto arriva infine dalla laserterapia che, grazie al processo di fotobiomodulazione, permette di risolvere in breve tempo la lombalgia e altre problematiche posturali.

Il parere dell’esperto

La conferma arriva anche dalla dottoressa Angela Amodio, fisioterapista specializzata in neuroriabilitazione, che sottolinea come lo smart working provochi sovente un intorpidimento muscolare accentuando patologie come la lombalgia e la cervicalgia e portando anche a nausea e vertigini. Allo stesso tempo, possono insorgere anche disturbi delle vista. Per questo è fondamentale concedersi della pause regolari, fare esercizi di rilassamento e tenere il monitor del computer all’altezza degli occhi, per evitare disturbi come la secchezza oculare, l’affaticamento della vista e il bruciore degli occhi. Infine, suggerisce l’esperta, è possibile ricorrere alla Theal Therapy che, grazie alle lunghezze d’onda, agisce in modo mirato sull’infiammazione e riduce il dolore.

 

DA SAPERE!

Ecco i dieci semplici esercizi di mobilità posturale per contrastare i disturbi da smart working.

Fonti / Bibliografia

  • Mal di schiena - HumanitasIl mal di schiena si può manifestare con dolori muscolari, un dolore acuto o lancinante che si può estendere anche alle gambe, una riduzione della flessibilità della schiena.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Vaccinazione in bimba di 5 anni: ci sono pericoli se la mamma è incinta?

04/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Durante la gravidanza non ci sono rischi se si sottopone il primogenito alla vaccinazione contro difterite-tetano-pertosse-poliomielite.  »

A 9 mesi legumi sì o no?

03/08/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I legumi possono essere introdotti nell'alimentazione del bambino a partire dal sesto mese di vita, a patto che siano decorticati.   »

Bimba di due anni problematica: ma lo è davvero?

27/07/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ci sono casi in cui non è il bambino a essere particolarmente difficile da gestine, ma i genitori a nutrire aspettative sul suo comprotamento che lui, per via della sua età, non può (ancora) soddisfare.  »

Fai la tua domanda agli specialisti