Mammografia in Italia: quasi la metà delle donne non la esegue

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 09/05/2019 Aggiornato il 09/05/2019

È l’esame principe per la diagnosi del tumore al seno ed è offerto gratuitamente. Eppure ancora troppe donne non eseguono la mammografia in Italia, correndo rischi elevati

Mammografia in Italia: quasi la metà delle donne non la esegue

È un esame fondamentale, che in diversi casi si rivela salva-vita. La mammografia, infatti, permette di riconoscere, anche precocemente, eventuali malattie della mammella e, in particolare, il tumore del seno, purtroppo ancora molto frequente nel sesso femminile. Ecco perché la mammografia in Italia viene offerta gratuitamente come test di screening a un’ampia fascia della popolazione. Nonostante ciò, però, sono ancora troppo poche le donne che usufruiscono di questa opportunità . A lanciare l’allarme, gli specialisti riuniti recentemente in occasione del convegno “Breast Journal Club. L’importanza della Ricerca in Oncologia”, secondo cui, a oggi, solo il 56% delle italiane che avrebbero dovuto sottoporsi a una mammografia l’ha effettivamente effettuata.

È un esame fondamentale

La mammografia è l’unico esame che permette di compiere un’indagine panoramica sull’intera mammella, studiandone forma e struttura. Viene eseguita con un’apparecchiatura dedicata, il mammografo, in grado di emettere un fascio di raggi X “ottimizzati” per lo studio di quest’area. Non richiede particolari preparazioni, come digiuno, e non necessita del ricorso al mezzo di contrasto. Non è doloroso, anche se la donna può provare fastidio alla compressione delle mammelle. La mammografia viene usata per lo screening del tumore al seno perché consente di individuare lesioni in fase precoce, che si possono presentare sotto diverse forme, per esempio microcalcificazioni, noduli a margini irregolari oppure aree di alterazione strutturale.

Programmi di screening ignorati

In Italia, il programma di screening per la diagnosi precoce del tumore mammario è rivolto tradizionalmente alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni: tutte, ogni due anni, ricevono l’invito da parte della Asl di appartenenza per sottoporsi gratuitamente a una mammografia di controllo. Recentemente, però, alcune regioni, alla luce delle ultime evidenze, hanno ampliato le destinatarie dell’offerta, permettendo a tutte le donne nella fascia d’età 45- 74 anni di sottoporsi allo screening gratuito, con una periodicità annuale nelle donne sotto ai 50 anni. Ciò nonostante ancora una donna su tre non si sottopone agli screening.

Lombardia regione più virtuosa

L’adesione minore si registra nelle regioni meridionali: non a caso, infatti, proprio al Sud la sopravvivenza dopo tumore al seno è leggermente inferiore, con una percentuale dell’85% contro quella dell’88% del Nord. La Lombardia è una delle regioni più virtuose, con un tasso del 67% di aderenza. Il tumore al seno è “una malattia che riusciamo a sconfiggere nell’oltre 80% dei casi. È un dato positivo ma non si può sottovalutare una neoplasia così diffusa” ha commentato Daniele Generali, direttore Patologia Mammaria e Ricerca Traslazionale dell’ASST di Cremona.

 

 
 
 

Da sapere

Nella maggior parte dei casi la mammografia viene eseguita a partire dai 40 anni perché nelle donne giovani il rischio di malattia è minore (a meno che esistano specifici fattori di rischio) e perché le mammelle presentano una netta prevalenza del tessuto ghiandolare rispetto a quello adiposo, per cui le immagini potrebbero risultare opache. In questi casi, in genere, si preferisce l’ecografia, magari abbinata alla mammografia.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti