Millennials: precario il lavoro e pure la salute

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 29/04/2020 Aggiornato il 29/04/2020

I Millennials hanno più fattori di rischio rispetto alla generazione precedente, soprattutto a livello mentale e comportamentale. Tutta colpa della precarietà

Millennials: precario il lavoro e pure la salute

Sono la prima generazione di precari: i millennials, ossia le persone nate fra gli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90, infatti, sono stati i primi a fare i conti con la scomparsa del tanto ambito posto fisso e, insieme a esso, anche di tante altre certezze. Un cambiamento enorme, che sta avendo molte conseguenze, anche sulla salute. Stando a un articolo pubblicato sulla prestigiosa scientifica The Lancet, infatti, questa generazione presenta molti più fattori di rischio delle precedenti e potrebbe avere un tasso di mortalità quasi raddoppiato.

La precarietà non paga

L’articolo pubblicato su The Lancet prende spunto dal The Economic Consequences of Millennial Health, un rapporto di oltre 30 pagine dedicato ai Millennials. Ebbene, secondo i ricercatori, quella dei nati tra il 1980 e il 1996 costituisce una delle generazioni più ampie, educate e connesse di sempre, ma anche una di quelle più sfortunate sotto il profilo della salute. Infatti, se lo scenario attuale non cambierà, è probabile che a breve avrà un tasso di mortalità superiore del 40% alla generazione precedente alla stessa età.

I giovani presentano in particolare 5 fattori di rischio

La salute dei Millennials è così compromessa perché questa generazione ha fattori di rischio più significativi rispetto alla precedente. Gli esperti hanno analizzato com’è cambiata negli anni la diffusione di cinque condizioni negative per la salute: colesterolo alto, ipertensione, disturbi legati all’uso del tabacco, iperattività e depressione. Ebbene, solo considerando i tre anni compresi fra il 2014 e il 2017 c’è stato un significativo incremento: del 16% per l’ipertensione; del 12% per il colesterolo alto; del 7% per i disturbi legati all’uso del tabacco e addirittura del 30% per l’iperattività e la depressione. Non solo: nel 2017 il 60% dei decessi avvenuti nella fascia 25-29 anni è stato causato da un’overdose di droga e/o suicido, a dimostrazione di come i problemi connessi alla salute mentale e comportamentale siano in netto aumento nei giovani.

Meno tutele = ripercussioni sulla salute

Fra l’altro, bisogna considerare che i Millennials non possono nemmeno contare sulle tutele del posto fisso: se stanno male non possono lavorare e se non possono lavorare, da liberi professionisti, precari, autonomi, non guadagnano nemmeno. E in certi Paesi del mondo non possono nemmeno ricevere assistenza sanitaria.

 
 
 

Da sapere!

I Millennials sono sottoposti a un grande stress e questo sicuramente non giova alla loro salute e mentale.

Fonti / Bibliografia

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