Narcolessia: ecco come si riconosce

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 12/02/2019 Aggiornato il 12/02/2019

In molti casi la narcolessia viene diagnosticata con anni di ritardo. Ma d’ora in avanti per i medici sarà più facile individuarne i segnali

Narcolessia: ecco come si riconosce

Quando si parla di disturbi del sonno, la maggior parte delle persone pensa alle difficoltà di addormentamento e all’insonnia. Ma in realtà esiste anche un’altra problematica, opposta: la narcolessia, ossia attacchi invincibili di sonno, che compaiono nelle situazioni più disparate. Si tratta di una condizione poco conosciuta, che non di rado viene scambiata con epilessia o depressione. Fortunatamente, ora i medici hanno a disposizione uno strumento in più per identificarla: le “red flags”, cioè degli indicatori spia di narcolessia, stilati da scienziati ed esperti.

Causa colpi di sonno durante il giorno

La narcolessia è una malattia caratterizzata da attacchi di sonno invincibili che durano pochi minuti, ma che tendono a ripetersi più volte nell’arco della giornata. Oltre agli attacchi improvvisi di sonno può causare cataplessia, cioè una rapida diminuzione o perdita del tono muscolare (come conseguenza si può cadere, rimanere immobili o non riuscire a parlare), allucinazioni (una sorta di sogno a occhi aperti) e paralisi del sonno (non si riesce a muoversi o a parlare durante l’addormentamento o al risveglio).

Poche diagnosi, tanto sommerso

Solitamente, la narcolessia esordisce in giovane età, tra i 15 e i 25 anni, ma viene spesso diagnosticata dopo 10-15 anni dalla comparsa dei primi disturbi. Infatti, le manifestazioni sono comuni ad altre malattie, per cui possono facilmente trarre in inganno.  “In Italia sono circa mille i pazienti diagnosticati e trattati, ma si stima che i malati siano molti di più, tra 20 e 25 mila” spiega Giuseppe Plazzi, docente di neurologia all’Università di Bologna e presidente dell’Associazione italiana di medicina del sonno.

Nuovi strumenti a disposizione dei medici

Il problema è che se la narcolessia non viene individuata e trattata, può causare effetti importanti: difficoltà nell’apprendimento, possibilità di incidenti, errori, perdita del lavoro e di relazioni sociali. Fortunatamente ora i medici avranno a disposizione un’arma che li aiuterà a riconoscere in modo tempestivo la malattia: una lista degli indicatori da non sottovalutare: sonnolenza diurna, cedimenti muscolari improvvisi pur restando coscienti, aumento di peso fino all’obesità, paralisi durante il sonno. Di recente, poi, l’Istituto superiore di sanità ha istituito un registro nazionale della malattia, che consentirà di sapere chi sono e dove sono i malati.

Cause incerte

La narcolessia è una malattia rara dalle cause ancora sconosciute. Secondo le ipotesi più accreditate dipende da un difetto del sistema nervoso centrale. In pratica, sembra esserci un’insufficiente produzione di orexina, il neuromediatore che stimola i centri della veglia. L’assenza di orexina potrebbe essere dovuta a una malattia di tipo autoimmune che distrugge le cellule del sistema nervoso nell’ipotalamo centrale preposte alla sintesi del neuromediatore stesso.

 

 
 
 

Da sapere!

La narcolessia richiede cure sia farmacologiche, per esempio a base di antidepressivi Ssri che riducono il sonno Rem, sia comportamentali, come avere un sonno notturno regolare (di 7-8 ore per notte), soprattutto perché una sua carenza potrebbe peggiorare la sonnolenza diurna.

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