A cura di Lorenzo MarsiliPubblicato il 19/09/2019Aggiornato il 19/09/2019
Per la parodontinte manca comunicazione tra medico e paziene, così si finisce per sottovalutare l’importanza di controlli regolari. Ben un paziente su due manca visita dal dentista quando le gengive sanguinano
Argomenti trattati
La parodontite è un’infiammazione cronica delle gengive che rischia di portare chi ne soffre alla perdita dei denti. Quello che però molti pazienti non sanno è che questa problematica può essere curata con successo così da scongiurare patologie come diabete e malattie cardiovascolari. Alla base di tutto ci sono i controlli regolari, ma troppo spesso non vengono eseguiti.
Un problema, tanti rischi
Spesso dietro al sanguinamento gengivale possono celarsi patologie più gravi come diabete e malattie cardiovascolari. Il problema è che la metà dei pazienti affetti da parodontite trascura la propria condizione, ignorando i consigli del medico e non sottoponendosi a controlli regolari e costanti. Ciò porta a una minore possibilità di valutazione e cura del problema. Silvia Masiero, della Società Italiana di Parodontologia e implantologia, sottolinea come a questa scarsa attenzione possa contribuire una poco efficace comunicazione del dentista o dell’igienista con il proprio paziente.
Mancanza di comunicazione
È importante che il medico fornisca al paziente informazioni precise e chiare circa i rischi che si corrono trascurando il sanguinamento e la parodontite. Occorre che il dentista scelga le modalità più adatte di comunicazione e cerchi di entrare in empatia con il proprio assistito. Spesso, però, questo non accade e il paziente finisce per trascurare una patologia che è possibile curare al meglio.
Basta tecnicismi
Quando si va dal dentista, soprattutto se affetti da parodontite, è fondamentale chiedere al medico come fare una corretta igiene orale e seguire con precisione il calendario dei controlli stabiliti. Se il medico usa termini troppo tecnici, è bene non avere paura di chiedere e continuare a fare domande finché non si è compreso tutto. Perché è da una comunicazione semplice e comprensibile che il paziente trae la voglia e la consapevolezza dell’importanza di curarsi al meglio.
Dal benessere della bocca di una futura mamma passa anche il benessere del bimbo che porta in grembo. Regolari visite dal dentista anche durante la gravidanza sono un gesto di amore che non si deve negare al proprio piccolo.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »