Perdite gialle prima del ciclo, in gravidanza o menopausa? Le malattie

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 19/09/2022 Aggiornato il 19/09/2022

Le perdite gialle spesso possono arrivare non solo prima del ciclo, ma anche in gravidanza o verso la menopausa. Ecco di cosa si tratta e quando preoccuparsi

perdite gialle cosa significano

Le perdite gialle sono abbastanza frequenti durante la vita fertile femminile. Compaiono prima del flusso mestruale, in gravidanza e anche verso la menopausa. Possono non indicare nulla di particolare, soprattutto se non sono accompagnate da altri sintomi come bruciore o prurito. A volte, però, richiedono il controllo ginecologico.

Cosa sono le perdite gialle prima del ciclo?

Solitamente, le secrezioni vaginali sono trasparenti, senza particolare consistenza o odore. Sono del tutto normali e hanno la funzione di mantenere l’ambiente intimo pulito, con un pH leggermente acido, e di impedire la risalita di germi. In età fertile, prima della comparsa del flusso mestruale, le perdite da trasparenti o incolori possono divenire giallastre. Questo può essere dovuto a varie cause. Può trattarsi di una lieve proliferazione batterica, dovuta per esempio a igiene intima inadeguata, a uso di biancheria sintetica e indumenti troppo stretti. Oppure, può essere il segnale che sta per iniziare il flusso mestruale vero e proprio: le secrezioni da incolori assumono una colorazione più carica per la rottura dei primi capillari dell’endometrio, che anticipa la mestruazione vera e propria. Se le perdite gialle sono accompagnate da prurito, bruciore, dolore ai rapporti, può essere colpa di un’infezione vaginale, per la quale serve una cura indicata dal ginecologo.

Cosa fare con le perdite gialle in gravidanza?

Le perdite gialle possono essere uno dei segnali indicatori della gravidanza. Compaiono insieme con altri sintomi come stanchezza, dolore e gonfiore al seno, nausea. Sono dovute all’aumento di alcuni ormoni della gravidanza, soprattutto il progesterone. Questo ha il ruolo di favorire il buon andamento della gestazione, assicurando l’impianto dell’embrione sulla membrana uterina e il suo sviluppo.

Inoltre aumentano la pressione sanguigna della vagina, favorendo la comparsa di questa secrezioni. Solitamente, se non sono accompagnate da dolore, bruciore e non hanno un odore sgradevole, non segnalano nulla di anomalo. È però bene parlarne con il ginecologo. Nel secondo trimestre, perdite gialle di consistenza densa e di odore spiacevole possono essere sintomo di una vaginite batterica, da curare con farmaci appropriati. Attenzione soprattutto verso la fine del terzo trimestre: se le secrezioni sono di un colore giallo scuro o tendente al verdognolo, liquide e acquose, potrebbero essere perdite di liquido amniotico. È opportuno contattare subito il ginecologo per un controllo.

Menopausa e perdite gialle, cosa avviene?

Anche durante la menopausa possono comparire talvolta perdite gialle. In questa fase della vita, con il venire meno della fase fertile, si verifica un improvviso calo degli estrogeni, gli ormoni femminili. A questa situazione si accompagna secchezza vaginale, difficoltà nella lubrificazione e una condizione che viene definita vaginite atrofica, caratterizzata da secchezza. Possono comparire secrezioni giallo chiaro, che indicano una condizione diversa dell’ambiente vulvo-vaginale, legata al passare degli anni. È bene, per sicurezza, parlarne con il ginecologo, per escludere un’infezione che può essere favorita proprio dal cambiamento dell’ecosistema vaginale. Se invece le perdite gialle presentano tracce di colore rosso-marrone, quando le mestruazioni non compaiono da tempo, è importante parlarne con il medico per effettuare accertamenti.

Perdite gialle: i sintomi di malattie e infezioni?

È bene ricordare che, in qualsiasi fase della vita femminile, perdite gialle che tendono al verdastro, schiumose, sono provocate da microrganismi. Uno di questi è il Trichomonas, un protozoo normalmente presente nell’organismo che può colonizzare la vagina e l’uretra. Il Trichomonas si diffonde con i rapporti sessuali promiscui e non protetti, oppure a causa di un sistema immunitario debole, oltre che da assunzione eccessiva di farmaci e di antibiotici.

Oltre al prurito e al bruciore, possono comparire dolore necessità di fare pipì frequentemente e minzione dolorosa. Spesso si avvertono dolore e difficoltà nei rapporti sessuali. Il ginecologo, osservando il colore e la consistenza delle perdite, spesso riesce già a fare diagnosi di vaginite. In caso di dubbio può riesce a capire di che tipo di vaginite si tratta. È anche possibile eseguire la colposcopia oppure un tampone per l’analisi in laboratorio delle secrezioni.

Come curare la vulvo-vaginite?

Il ginecologo prescrive un farmaco, il metronidazolo, che si assume per bocca di solito per una settimana di cura. È importante seguire il trattamento in modo scrupoloso per evitare che il Trichomonas si ripresenti. La stessa cura deve essere eventualmente seguita dal partner. In questa fase di guarigione sono molto utili le cure naturali per alleviare i sintomi e assicurare una corretta igiene. Si possono effettuare semplici risciacqui con un cucchiaio di bicarbonato di sodio dissolto in acqua tiepida, che riduce il bruciore. Sono utili anche i lavaggi con sostanze emollienti, per esempio camomilla e malva. In commercio esistono anche detergenti intimi specifici, a base di fermenti lattici che ripristinano l’equilibrio del microbiota vaginale.

 

 

 
 
 

In sintesi

Che cosa sono le perdite trasparenti, simili ad albume d’uovo?

Si tratta, in questo caso, del segnale che la donna è in ovulazione, il periodo più fertile, in cui l’incontro tra ovocita maturo e spermatozoo potrebbe dare inizio a una gravidanza. Le perdite trasparenti, di consistenza vischiosa, hanno anche la funzione di favorire la risalita degli spermatozoi e di rendere l’ambiente vaginale favorevole alla fecondazione.

Quando compaiono le perdite bianche?

Le perdite bianche sono definite leucorrea. Somigliano a latte cagliato e possono essere accompagnate da prurito intenso. Solitamente sono dovuta e una micosi da Candida albicans, da curare con farmaci specifici.

 

 

 

Fonti / Bibliografia

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