Pillola del giorno dopo: non serve la ricetta, ma poche lo sanno

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/03/2016 Aggiornato il 17/03/2016

A quanto pare le donne non conoscono i loro diritti riguardo alla pillola del giorno dopo. Solo il 16% è informata. Farmacisti contrari alla vendita senza ricetta. Facciamo chiarezza

Pillola del giorno dopo: non serve la ricetta, ma poche lo sanno

La pillola del giorno dopo continua a far discutere. Ad alimentare la polemica sono gli stessi specialisti del settore. Da un lato c’è una buona parte dei farmacisti, contrari a vendere il farmaco senza prescrizione medica, dall’altro c’è l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco che, assieme all’Ema (Agenzia europea del farmaco), ha abolito l’obbligo di ricetta. Ma il dibattito sulla nuova pillola è acceso anche a causa di un altro dato preoccupante: solo il 16% delle donne sa di poter acquistare il farmaco senza prescrizione medica.

Si acquista senza ricetta

Le donne maggiorenni potrebbero comprare la nuova pillola del giorno dopo senza ricetta, ma non lo fanno perché sono convinte (30%) che l’obbligo di prescrizione esista. Quasi la metà, invece, non ha nessun tipo d’informazione sull’argomento e solo il 16% conosce i propri diritti sulla contraccezione d’emergenza. I dati emergono da un’indagine nazionale condotta dall’Istituto di ricerca SWG di Trieste, in collaborazione con Edizioni Health Communication, su un campione rappresentativo di 400 donne tra i 18 e i 40 anni.

Confusione anche tra i farmacisti

La disinformazione riguarda anche i farmacisti. I 100 presi in esame dalla ricerca su tutto il territorio nazione si sono espressi così: il 14% ha dichiarato di non essere a conoscenza della decisione dell’Aifa di abolire la prescrizione. Il 46% dei professionisti inoltre è contrario alla scelta dell’Agenzia del farmaco.

Per molti c’è il rischio di abuso

Il motivo principale per il 77% dei contrari è che, senza ricetta, le donne userebbero la pillola del giorno dopo con troppa facilità. Il 18% dei farmacisti non venderebbe mai il farmaco senza ricetta, indipendentemente dal regime di prescrizione previsto dalle norme, anche se l’86% di essi la ritenga in ogni caso utile e il 96% efficace. Tra i motivi di questo rifiuto prevalgono quello religioso, con il 61% dei farmacisti cattolici contrario all’uso degli anticoncezionali d’emergenza e di salute (il 53% teme che la pillola possa essere pericolosa).

Quella di ultima generazione è più efficace

La nuova pillola del giorno dopo, nota anche come la pillola dei cinque giorni dopo, se assunta nelle prime 24 ore dal rapporto, risulta priva di rischi per la salute e tre volte più efficace del vecchio farmaco. Però, solo il 32% dei farmacisti ne è a conoscenza. “È sbagliato, com’è emerso dai dati dell’indagine, che sia le donne sia i farmacisti ritengano il farmaco pericoloso – ha osservato  Emilio Arisi, presidente della Società medicina italiana per la contraccezione (Smic): le donne devono essere tranquillizzate e i farmacisti devono comprendere che non c’è alcun fondamento scientifico per opporsi alla vendita”.

Scarso utilizzo in Italia

“Mi colpisce anche il dato relativo ai farmacisti, convinti che le donne utilizzino con troppa facilità la pillola del giorno dopo – ha aggiunto Arisi – In realtà i dati di utilizzo di questa categoria di farmaci si mantengono in Italia tra i più bassi d’Europa: solo il 2,5% circa delle donne in età fertile ha fatto ricorso alla contraccezione di emergenza”.

 

 

 
 
 

il parere dell’esperta

“La Contraccezione di emergenza è l’ultimo baluardo per evitare il rischio di ricorrere a un’interruzione volontaria di gravidanza che, oltre a essere un’esperienza estremamente dolorosa per la donna, è anche un fallimento delle politiche di prevenzione e pianificazione della salute sessuale e riproduttiva”. È quanto sostiene Francesca Merzagora, Presidente di Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna. 

 

 

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