Prevenzione del tumore al seno: al via un nuovo portale ufficiale

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 15/09/2021 Aggiornato il 15/09/2021

Per la prevenzione del tumore al seno è nato un nuovo portale del ministero della Salute che prevede screening e consulti telefonici gratuiti alle donne di ogni età per individuare il proprio grado di rischio

Prevenzione del tumore al seno: al via un nuovo portale ufficiale

La prevenzione del tumore al seno è diventata fondamentale in questo periodo. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale screening a causa del Covid nel 2020 sono saltati oltre 700 mila screening mammografici e sono mancate circa 3 mila diagnosi. È giusto cercare di correre ai ripari, per tutte le donne, mamme comprese.

In seno alla salute

Per recuperare il grave ritardo accumulato nella prevenzione e nella cura del primo tumore più diagnosticato nelle donne (quasi 55mila nuovi casi nel 2019) il ministero della Salute, insieme con le Breast unit del policlinico Tor Vergata di Roma e dell’università di Modena e Reggio Emilia, ha ideato il progetto «In seno alla salute»: una campagna di comunicazione attraverso il sito www.insenoallasalute.it.

Spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza. “È un’iniziativa importante perché porta la prevenzione più vicino alle persone ed è anche così che si rende migliore il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Il sito dedicato offre un servizio gratuito di screening e consulti telefonici alle donne di ogni età”.

Consulti telefonici gratuiti

Offrirà la possibilità, spiega il ministero della Salute, di effettuare un consulto medico telefonico gratuito alle donne che, avendo compilato il questionario anamnestico, siano individuate come “a maggior rischio” e, se prescritta dagli specialisti, è prevista anche un’eventuale visita presso una delle Breast Unit. Basta inserire il proprio numero di cellulare, a cui verrà inviato un codice di verifica per accedere alla compilazione del modulo sull’anamnesi clinica o al calendario di prenotazione della visita su consiglio dello specialista.

Così si preserva la fertilità

Oreste Claudio Buonomo, responsabile della Breast unit del policlinico di Tor Vergata, invita le donne alla prevenzione: “Prevenire il cancro al seno significa anche preservare la fertilità femminile. Dal momento della diagnosi di tumore fino ai cinque anni successivi la possibilità di una gravidanza viene messa in pausa, o comunque compromessa dalle terapie, e invitiamo la paziente a crioconservare gli ovociti, così da poter ricorrere, una volta guarite, alla fecondazione assistita. Più facciamo prevenzione e più saremo in grado di scovare tumori anche piccolissimi, di 2-3 millimetri, che si possono risolvere con il solo intervento chirurgico senza dover sottoporre il fisico a ulteriori trattamenti aggressivi».

Insegna a individuare i sintomi precoci

L’autopalpazione del seno è il primo gesto di prevenzione del tumore al seno. Il sito insenoallasalute.it indica come e quando farla (con il supporto di un video) e quali sono i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione, ovvero cambiamenti nella forma del seno, presenza di noduli, affossamento del capezzolo, aspetto mutato della pelle (effetto buccia d’arancia), perdite di liquido o di sangue dal capezzolo. I noduli sono paragonabili a una “pallina” densa, che può essere fissa o mobile.

Approfondimenti utili

Un’altra sezione del sito è dedicata alla descrizione delle diverse forme di neoplasia mammaria (quella più comune è il carcinoma duttale, quella lobulare rappresenta il 15 per cento dei casi, mentre quelle tubulare, papillare, mucinoso o cribriforme sono le meno frequenti) e degli stadi della malattia.

 

 

Da sapere!

Il rischio di sviluppare questo tumore cresce con l’età: del 2,4 per cento fino a 49 anni (cioè una donna su 42), del 5,5 per cento (una su 18) tra i 60 e 69 anni e del 4,7 nella fascia 70-84 anni (una su 21). La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, è circa dell’87 per cento.

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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