Problemi alle gengive: un italiano su 4 li trascura
A cura di “La Redazione”Pubblicato il 04/06/2018Aggiornato il 04/06/2018
In caso di problemi alle gengive sono davvero pochi gli italiani che si preoccupano. Il 25% degli italiani non ha mai sentito parlare di parodontite e il 30% si affida a rimedi fai da te poco efficaci
La parodontite è un’infiammazione delle gengive che interessa circa 20 milioni di italiani. Il problema è che un italiano su quattro non la conosce e la confonde con mal di testa o problemi alla mandibola. Il 30% delle persone che soffrono di problemi alle gengive rifugge una visita dal dentista e cerca di contrastarli ricorrendo a poco efficaci rimedi fai da te.
Disturbi molto diffusi
Come sottolineato dal presidente della Società italiana di parodontologia e implantologia (SIdP), Mario Aimetti, la parodontite è un problema con una diffusione significativa. Basti pensare che sono circa 3 milioni gli italiani colpiti da forme gravi. A soffrine sono anche molti giovani, con una percentuale che si assesta intorno al 43% per gli under 35, che hanno già riscontrato problemi alle gengive. Il rischio, quando si trascura una patologia del genere, è quello di perdere uno o più denti. Malgrado questi numeri, la parodontite è ancora sconosciuta a molti.
Cambiare dentifricio non basta
Stando ai dati registrati da un’indagine commissionata dalla SIdP, sembra comunque esserci un miglioramento in tema di consapevolezza. In caso di dolore o sanguinamento alle gengive, la percentuale di chi attende senza far nulla è scesa dall’11 al 6% in due anni. Purtroppo, però – ammette Aimetti – ancora troppi curano una parodontite con rimedi fai da te. Limitarsi a cambiare dentifricio, assumere integratori o cercare soluzioni su Internetespone spesso al rischio di peggiorare la situazione.
Lo sapevi che?
Tra chi sa cosa sia la parodontite (e sono pochi), solo un misero 30% conosce le reali conseguenze cui si può andare incontro trascurandola.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
Ci sono situazioni complicatissime da gestire in cui il comportamento materno (che pure ha tantissime giustificazioni e si può comprendere) può indurre il bambino a preferire la vita che gli offre il padre grazie ad atteggiamenti più permissivi. »
La rilevazione dell'attività cardiaca del feto è un ottimo segno, tuttavia l'ecografia non permette di fare previsioni sul futuro della gravidanza, ma consente solo di valutare il "qui e ora". »
Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari. »
I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio. »
Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali. »
Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto. »
Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna. »
La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro. »
Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi. »