Protesi al seno: rischio raro linfoma

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 29/12/2017 Aggiornato il 10/08/2018

Potrebbe esserci un legame fra una rara forma di tumore, il linfoma anaplastico a grandi cellule (Alcl), e l'impianto di protesi al seno. Ecco cosa c'è da sapere

Protesi al seno: rischio raro linfoma

Molte donne scelgono di rifarsi il seno per motivi estetici, ma tante altre utilizzano delle protesi al seno per scopi ricostruttivi. Oggi c’è maggiore attenzione rispetto al passato sui materiali utilizzati, ciò nonostante esisterebbe una relazione tra le protesi al seno e una rara forma di linfoma.

Un tumore raro

È quanto sostiene uno studio della Penn State University, pubblicato sulla rivista medica Jama Surgerym: ogni anno una donna su 30mila con protesi al seno sviluppa un linfoma anaplastico a larghe cellule. Sotto accusa, in particolare, le protesi testurizzate, ovvero  quelle con superficie rugosa, che provocherebbero uno stato di infiammazione cronico, a sua volta causa dello sviluppo del linfoma.

La situazione in Italia

Nel nostro Paese ogni anno vengono impiantate circa 49mila protesi al seno e, a oggi, si contano 25 casi di linfoma anaplastico a grandi cellule (dati del ministero della Salute); un numero esiguo, dunque, ma in costante aumento.

Importante scoprirlo presto

Il linfoma a grandi cellule associato alle protesi al seno è un tumore a prognosi favorevole nelle donne malate, a patto di rimuovere sia le protesi sia il tessuto circostante: solo 5 delle 95 donne analizzate nel corso della ricerca sono decedute a causa della malattia. Infatti, se il linfoma viene scoperto quando è ancora confinato al seno può essere facilmente risolto. Quando, invece, si diffonde e invade linfonodi e altre sedi, diventa più aggressivo e deve essere trattato con la chemioterapia.

I segnali da osservare

Bisogna prestare attenzione a uno strano aumento delle dimensioni della mammella, dovuto a infezioni, infiammazioni o, più di rado, presenza di un nodulo. La diagnosi si ottiene prelevando il liquido che si forma intorno alla protesi.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Il linfoma anaplastico a larghe cellule è un tumore del sangue raro che, se scoperto in tempo e curato, non mette in pericolo di vita.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Perdita ematica nel secondo trimestre di gravidanza: perché?

14/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che un sanguinamento che si protrae nel secondo trimestre di gravidanza, nonostante tutto stia procedendo bene, sia in relazione con l'infezione da Candida.   »

Mal di testa in gravidanza: si possono assumere i FANS come l’OKI?

14/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, è sconsigliabile assumere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) alla cui categoria appartiene anche il principio attivo ketoprofene.   »

TAC addome prima di sapere di essere incinta: ci sono rischi?

13/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi del concepimento vale la regola del tutto o del nulla: se un'irradiazione danneggia l'ovocita, la gravidanza non si avvia, se inizia significa che non c'è stato un danno cellulare rilevante.  »

Liquido amniotico: cosa succede se è poco?

10/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Prima di ipotizzare come procederà la gravidanza in caso di liquido amniotico scarso, bisogna appurare perché è di meno rispetto alla norma.   »

Fermenti lattici: si possono assumere in gravidanza?

10/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

I fermenti lattici non sono controindicati in gravidanza, ma l'ideale per il benessere del microbiota intestinale è seguire un'alimentazione sana.   »

Fai la tua domanda agli specialisti