Psoriasi: pelle “pulita” per tre anni con un’iniezione al mese

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 31/07/2018 Aggiornato il 31/07/2018

La nuova cura per pazienti con psoriasi a placche di grado moderato-grave agisce entro un mese: è facile da usare e mantiene l’efficacia nel lungo periodo

Psoriasi: pelle “pulita” per tre anni con un’iniezione al mese

Tre anni senza chiazze e prurito. Per chi soffre di psoriasi, in particolare con forme a placche di grado moderato-grave, la notizia è un grande passo avanti verso una migliore qualità di vita. Il tutto grazie a una nuova terapia che, con una sola iniezione al mese, garantisce risultati efficaci e costanti a lungo termine. È questo il dato più significativo che emerge  dallo studio UNICOVER-3, presentato a Verona durante il recente congresso nazionale della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgia, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse).

I test su oltre 1.000 pazienti

Lo studio ha coinvolto e monitorato quasi 1.350 pazienti trattati con la molecola ixekizumab che, in oltre l’80 per cento dei casi, hanno ottenuto risultati a 156 settimane giudicati più che soddisfacenti in base ai misuratori di risposta terapeutica più elevata per la psoriasi. Inoltre, gli esiti della sperimentazione hanno evidenziato anche massima tollerabilità, con modesti effetti collaterali.

Un anticorpo monoclonale

Ixekizumab è un anticorpo monoclonale che agisce sull’interluchina 17A, fattore chiave nella psoriasi, inattivando la capacità di accendere e fare progredire la malattia. La terapia, ripulendo la pelle in un tempo ridottissimo (tra le 2 e le 4 settimane), è anche molto semplice, visto che è sufficiente una sola auto-somministrazione via iniezione ogni 4 settimane.

Efficace nel tempo

Una notizia davvero positiva, se si considera che, spesso, una terapia, specie se mirata al controllo e alla risposta di malattie infiammatorie (come la psoriasi) nel tempo subisce una riduzione di efficacia, esponendo il paziente a una riacutizzazione o alla ricomparsa del problema. “Sono sconosciuti  i motivi per cui questo succede- aggiunge Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica Dermatologica dell’Università di Verona -, ma si ipotizza che possa dipendere dal cambiamento di alcuni meccanismi della malattia stessa che evolvono o variano con il passare del tempo”.

Dipende dal sistema immunitario

La psoriasi è una malattia cronica della pelle legata a un alterato funzionamento del sistema immunitario, in seguito al quale si verifica un’accelerazione nel ciclo di crescita e di ricambio delle cellule dell’epidermide (cheratinociti). Si manifesta con placche arrossate ben delimitate ricoperte di scaglie argentee o opalescenti, soprattutto  su cuoio capelluto, zona dietro alle orecchie, gomito e ginocchio e zona lombo-sacrale.

 

 
 
 

Da sapere!

Il sole fa bene alla psoriasi perché fa aumentare la sintesi di vitamina D (che ha azione antipsoriasica), diminuisce la velocità di crescita delle cellule e spegne l’infiammazione. Anche i bagni di mare sono consigliati: l’acqua salata favorisce il distacco delle lamelle della psoriasi.

 

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