Reflusso gastroesofageo: ecco i sintomi da non trascurare

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 12/02/2018 Aggiornato il 08/08/2018

Acidità, tosse, raucedine. Il reflusso gastroesofageo, di solito, si manifesta così. Col tempo, però, può accrescere il rischio di tumore nelle zone del corpo più vicine allo stomaco: esofago, laringe e faringe

Reflusso gastroesofageo: ecco i sintomi da non trascurare

Nella maggior parte dei casi esordisce con tosse, anche notturna, raucedine, una sensazione di acidità che arriva in bocca, un persistente bruciore dietro lo sterno o un dolore che può far pensare a un problema cardiaco. È il reflusso gastroesofageo, un disturbo fastidioso, che diventa acuto durante la notte e quando ci si corica.

Perché si manifesta

A causarlo sono gli acidi gastrici che, insieme alla bile e ad altre secrezioni, risalgono dallo stomaco attraverso una valvola, il cardias, che non riesce più a contenerli e danneggiano le pareti dell’esofago. Molto spesso l’origine del reflusso è l’alimentazione eccessiva, ricca di grassi e cibi calorici. Infatti, lo stomaco fa molta fatica a liberarsi di un pasto ricco di grassi. Anche le bevande gassate e alcoliche sono potenti dilatatori dello stomaco e possono favorire il reflusso gastroesofageo .  

Non va sottovalutato

Col tempo questi disturbi possono accrescere il rischio di tumore. È quanto emerso da uno studio dei ricercatori americani della Tulane University School of Medicine di New Orleans, e pubblicato sulla rivista scientifica Jama Otolaryngology – Head & Neck Surgery. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno confrontato le informazioni relative a 13.805 pazienti, ai quali era stata diagnosticata una neoplasia in quest’area del corpo, con quelle di altrettanti soggetti sani. Analizzando i dati, gli esperti hanno scoperto un legame tra il reflusso gastroesofageo e i tumori che si sviluppano negli organi più vicini allo stomaco: esofago, laringe e faringe, ma anche tonsille e cavitа nasali. Anche se sono necessarie ulteriori conferme  per comprendere meglio le cause e i processi alla base di questa relazione, lo studio si rivela un punto di partenza importante per valutare chi è più a rischio di ammalarsi, e permetterà di studiare possibili strategie di sorveglianza, in modo da favorire una diagnosi precoce del tumore.

Uomini più a rischio

ll tumore dell’esofago è tre volte più frequente negli uomini che nelle donne. Tra i fattori di rischio ci sono alcol e fumo. I fumatori, infatti, hanno una probabilità fino a 10 volte maggiore di ammalarsi rispetto ai non fumatori e gli effetti nocivi del tabacco vengono moltiplicati dall’alcol. Anche una dieta povera di frutta e verdura e un ridotto apporto di vitamina A possono aumentare le probabilità di ammalarsi, così come l’abitudine di bere bevande bollenti, che col tempo provocano danni da infiammazione cronica.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Tappa intermedia tra reflusso e tumore è l’esofago di Barrett, una patologia infiammatoria cronica, considerata uno stato precanceroso, che richiede talvolta anche il ricorso alla chirurgia per evitare la trasformazione maligna dei tessuti. 

 

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