Sclerodermia: attenzione alle mani fredde

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 07/03/2019 Aggiornato il 11/03/2019

La sclerodermia non è facile da riconoscere e spesso la diagnosi arriva dopo anni dall’esordio dei primi sintomi, come le mani fredde. Ecco di che cosa si tratta

Sclerodermia: attenzione alle mani fredde

Avere le dita delle mani sempre fredde è uno dei primi segnali della sclerodermia, una malattia autoimmune,  provocata cioè da un anomalo funzionamento del sistema immunitario che, per meccanismi non ancora completamente chiari, attacca l’organismo invece di proteggerlo. Eppure esiste un campanello di allarme precoce e caratteristico della sclerodermia che dovrebbe far nascere il sospetto. Purtroppo, spesso, è sottovalutato o non considerato nel modo giusto proprio perché la malattia è sconosciuta ai più.

Una malattia autoimmune

La sclerodermia provoca fibrosi, ossia un indurimento, della pelle e degli organi, a causa di un accumulo di tessuto connettivo e di lesioni dei tessuti. Inoltre, si associa a disturbi della circolazione, diretta conseguenza delle alterazioni immunitarie. Le manifestazioni sono progressive, per cui peggiorano nel tempo, arrivando a incidere pesantemente sulla qualità di vita.

Un importante campanello di allarme

Il sintomo più precoce della sclerodermia è rappresentano dal fenomeno di Reynaud, una problematica che rende le dita delle mani prima fredde e poi cianotiche,quando esposte alle basse temperature. Purtroppo solo raramente viene associato alla malattia. Del resto, può colpire anche persone che non sono affette dalla sclerodermia. Oltretutto, spesso è sottovalutato anche dai pazienti stessi, convinti che non si tratti di nulla di significativo. Invece, sarebbe importante non ignorare questo importante campanello di allarme e parlarne con il medico, specie se compare improvvisamente ed è accompagnato da gonfiore delle dita.

Può essere tenuta sotto controllo

La sclerodermia, infatti, se riconosciuta precocemente può essere tenuta più facilmente sotto controllo. “L’importante è affidarsi alle cure di un centro con le necessarie competenze multidisciplinari, come le cosiddette “scleroderma Unit” come quello del Policlinico di Milano.

 

 

 
 
 

Da sapere!

La sclerodermia colpisce soprattutto le donne e nella maggior parte di casi compare negli anni che precedono o seguono la menopausa.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti