Seno dopo un tumore con la pelle “fatta in casa”

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 29/09/2017 Aggiornato il 29/09/2017

Niente protesi, ma risultati naturali e tempi di recupero ridotti con la nuova tecnica destinata alle donne che devono asportare il seno dopo un tumore

Seno dopo un tumore con la pelle “fatta in casa”

Per ricostruire il seno dopo un tumore è stata creata per la prima volta in Italia dalla Città della Salute di Torino una rivoluzionaria matrice dermica umana, grazie ad avanzate tecniche di bioingegneria. Creata a partire dalla pelle di un donatore, è stata utilizzata su una donna per ricostruire il seno dopo un tumore.

Una tecnica rivoluzionaria

Gli specialisti torinesi hanno elaborato un protocollo di studio innovativo che ha portato allo sviluppo di questa matrice dermica caratterizzata, rispetto alla cute utilizzata per i grandi ustionati, dalla capacità di essere ripopolata dalle cellule del malato in cui viene impiantata e quindi di riprodursi e rigenerare un tessuto vitale dove prima non esisteva. Si tratta del primo caso: l’intervento ha avuto successo e il decorso post-operatorio è stato ottimale.

Il più frequente nelle donne

Il tumore al seno colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita: è il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne. È caratterizzato dalla crescita non controllata di cellule che subiscono modificazioni rispetto alle cellule che originano nelle ghiandole dove avviene la produzione del latte o nei dotti che portano il latte ai capezzoli. Dalla ghiandola mammaria, il tumore si può estendere ai tessuti sottostanti della parete toracica o ai linfonodi ascellari e ad altre parti del corpo.

Silicone, pelle naturale o grasso

La ricostruzione del seno dopo un tumore con un intervento chirurgico di mastectomia è considerata oggi parte integrante della cura delle terapie anticancro ed è a carico del Servizio sanitario nazionale. Per il tipo di ricostruzione da preferire, non esistono regole assolute: l’intervento è personalizzato e su misura. In genere si utilizzano protesi in silicone oppure lembi di tessuto prelevati dall’addome o dalla schiena: nel secondo caso il risultato è più naturale, ma l’intervento è più lungo e impegnativo, così come i tempi di recupero. L’altra grande novità degli ultimi anni per ricostruire il seno dopo un tumore è il lipofilling: il grasso aspirato dalle cosce o dall’addome viene trattato e purificato per essere impiantato con microaghi direttamente nel seno.

Nuove possibilità di intervento

Ora la scoperta di Torino apre nuovi orizzonti nella ricostruzione del seno, che non prevede più l’utilizzo di protesi mammarie. I vantaggi sono una minore traumaticità e un migliore risultato estetico finale.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Oggi si preferisce, quando possibile, effettuare la ricostruzione già nel corso dell’intervento per l’asportazione del tumore. Esistono però casi in cui può essere più opportuno rimandarla a un momento successivo.

 

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