Sensibilità al glutine: attenzione all’autodiagnosi

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 22/12/2016 Aggiornato il 22/12/2016

Molte persone, in presenza di disturbi anomali, fanno una diagnosi fai da te di sensibilità al glutine. Ma spesso sbagliano

Sensibilità al glutine: attenzione all’autodiagnosi

In presenza di gonfiore addominale, stanchezza anomala, problemi digestivi, sono molte le persone che sospettano di avere una sensibilità al glutine. Invece di rivolgersi al medico per indagare la situazione ed eventualmente trovare conferma alla loro ipotesi, però, si fermano alla diagnosi fai da te. È un errore: in molti casi, infatti, non si tratta di sensibilità bensì di vera e propria celiachia. L’allarme è stato lanciato recentemente della Società italiana di gastroenterologia (Sige).

Che cos’è la celiachia

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, un complesso di proteine contenute in alcuni cereali di uso comune, come frumento, orzo e segale. Alcune persone presentano una sensibilità a questa proteina. In pratica, non sono celiache (perché gli esami per la ricerca di questa malattia sono negativi), ma soffrono di disturbi come sintomi gastrointestinali, cefalea, difficoltà di concentrazione, che migliorano o addirittura scompaiono con una dieta gluten free. Se, invece, dopo sei settimane di esclusione del glutine dalla propria alimentazione la situazione non migliora, è possibile escludere la presenza di sensibilità al glutine.

La sensibilità è un’altra cosa

Spesso, sensibilità e celiachia vengono confuse. Addirittura, secondo i membri della Sige, molte persone pensano di essere sensibili al glutine e invece sono celiache. Per questo è fondamentale rivolgersi al medico ed eseguire tutti gli accertamenti del caso: solo in questo modo si può scoprire, senza alcun ombra di dubbio, la propria condizione. “Nel sospetto clinico di celiachia e mentre il soggetto sta facendo una dieta contenente glutine vanno effettuati la ricerca di anticorpi anti-transglutaminasi IgA nel sangue e il dosaggio delle immunoglobuline IgA totali. Se il test risulta positivo si fa un secondo prelievo per gli anticorpi anti-endomisio IgA. Per avere un’ulteriore certezza si possono fare anche i test genetici. La positività di questi esami in un bambino sintomatico è sufficiente per fare diagnosi di celiachia. Nell’adulto, invece, si deve necessariamente fare la biopsia dei villi della seconda porzione del duodeno per fare diagnosi di celiachia” ha spiegato Carolina Ciacci, ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Salerno.

Sotto accusa anche altre sostanze

Recentemente, si è ipotizzato che la sensibilità al glutine sia in realtà una sensibilità più generale al grano. Infatti, pare che oltre al glutine, ci siano altre sostanze contenute nel grano che possono provocare un’infiammazione intestinale, che poi può diffondersi a una serie di tessuti come linfonodi, reni, milza e addirittura al cervello. Serviranno, però, ulteriori studi per confermare questa ipotesi.

 

 

 
 
 

In breve

LA CURA È LA DIETA DI ESCLUSIONE

Che si tratti di celiachia o di un problema di sensibilità al glutine, la cura è sempre la stessa: una dieta priva di prodotti contenenti glutine. Nel primo caso, però, la rinuncia al glutine è definitiva, nel secondo, solo temporanea.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Beta che aumentano poco: proseguirà la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Quando la gravidanza arriva a un'epoca in cui è individuabile con l'ecografia, il monitoraggio del valore delle beta non ha più grande significato. Sono le informazioni che raccoglie l'ecografo a stabilire cosa sta accadendo.   »

Bimba di 4 anni che fa (di nuovo) la pipì a letto: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di “La Redazione”

A quattro anni non desta preoccupazione il fatto che una bambina bagni ancora il letto di notte: le strategie da adottare sono varie e tra queste è particolarmente importante non esprimere giudizi che possano mortificarla.   »

Camera gestazionale molto piccola rispetto all’atteso: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

A volte la gravidanza risulta più indietro rispetto all'atteso perché l'ovulazione si è verificata più avanti rispetto alla data presunta.  »

Inizio della pubertà in una bambina di 9 anni: ci sarà ancora un aumento di statura?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un inizio della pubertà a 9 anni è del tutto normale e non preclude la possibilità che la statura continui ad aumentare negli anni successivi.   »

Si possono avere gemelli a 42 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Colonese

Con l'avanzare dell'età materna aumentano le probabilità che una gravidanza sia gemellare e che i gemelli siano dizigoti, ossia si assomiglino come due normali fratelli, a differenza dei gemelli omozigoti che sono identici.   »

Fai la tua domanda agli specialisti