Sindrome dell’intestino irritabile: un aiuto da nuovi probiotici

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 23/07/2018 Aggiornato il 31/07/2018

L’utilizzo di nuovi probiotici mirati agisce sia sui sintomi sia sulle cause della sindrome dell’intestino irritabile

Sindrome dell’intestino irritabile: un aiuto da nuovi probiotici

Nuovi probiotici mirati sono in grado di agire sia sui sintomi sia sulle cause della sindrome dell’intestino irritabile (chiamata anche in inglese Inflammatory Bowel Disease o, in sigla, IBS). La notizia arriva dalla tavola rotonda “Trattamento dell’IBS e probiotici ‘mirati’: cosa c’è di nuovo?”, svoltasi a Bologna.

Quasi tre milioni di persone

In Italia soffrono di sindrome dell’intestino irritabile quasi tre milioni di persone, soprattutto donne tra i 20 e i 40 anni. Il disturbo si manifesta con sintomi come dolore addominale, stipsi e diarrea. “Un problema che riguarda in prevalenza persone con meno di cinquant’anni e di sesso femminile che hanno una storia, soprattutto in età infantile, di gastroenteriti, le quali hanno probabilmente danneggiato in parte irreversibilmente la barriera intestinale, quel sottile ma cruciale strato che separa il lume intestinale dal resto dell’organismo”, spiega Vincenzo Stanghellini, ordinario del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

Equilibrio intestino-cervello

La sindrome dell’intestino irritabile, di cui oggi si riconoscono tre varianti, è stata recentemente collegata a uno squilibrio dell’asse intestino-cervello.”Il ruolo del microbiota intestinale – spiegano gli esperti – è essenziale per il mantenimento del nostro equilibrio, sia fisico sia mentale. La conferma arriva da studi recenti che dimostrano che la superficie dell’intestino è neurologicamente connessa con i centri cerebrali superiori: a questi inviamo segnali di anomalie anatomiche e funzionali, come le alterazioni della barriera intestinale. A sua volta il cervello provoca disturbi che aggravano lo stato della mucosa intestinale e che, successivamente, innescano un meccanismo cronico che porta alla sindrome dell’intestino irritabile. Tutto questo può essere tenuto sotto controllo con l’azione dei probiotici”, che sono in grado, spiegano gli esperti, sia di eliminare il problema all’origine dell’alterazione del microbiota, sia di riparare il danneggiamento e l’infiammazione della barriera intestinale.

Probiotici mirati

In passato la sindrome dell’intestino irritabile veniva erroneamente identificata come un vago disturbo intestinale legato allo stress: oggi, invece, si sa che è una malattia che ha un inquadramento clinico ben preciso e riconosce specifici meccanismi patogenetici: “Il settore anatomico cruciale per questa malattia è la barriera intestinale, costituita da cellule affiancate che devono far passare i nutrienti ma allo stesso tempo deve impedire il passaggio di agenti nocivi e microorganismi, quindi deve funzionare selettivamente”, spiega Giovanni Barbara, gastroenterologo, docente associato al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna. “Quando questo non avviene, si verificano alterazioni che provocano uno stato infiammatorio locale. E l’azione dei probiotici è in grado di prevenire e riparare questo danno alla barriera intestinale”.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Le persone con la sindrome dell’intestino irritabile sono molto più esposti in modo ingiustificato a interventi chirurgici non dovuti: colecistectomie (tre volte rispetto ai soggetti senza IBS), appendicectomie,  asportazioni dell’utero (il doppio).

 

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